Giorgio Perinetti, ex direttore del Siena, è in città alla Biblioteca degli Intronati per presentare “Quello che non ho visto arrivare”, un volume nato dal dolore più profondo: la scomparsa della figlia Manuela a causa dell’anoressia. Un ritorno “a casa”, come lo definisce lui, che unisce memoria personale e responsabilità pubblica.
Parlare per aiutare. Perinetti spiega perché ha scelto di condividere la sua esperienza: superare la ritrosia, esporsi e provare a essere utile ad altri genitori e figli.
«Ho superato dubbi e timidezze. Abbiamo avuto tanti riscontri: persone che ci hanno cercato, chiesto informazioni, avviato un percorso terapeutico per i figli. Per il poco che potevamo fare, il riscontro è stato importante».
I segnali che non si vedono. Il titolo del libro è una chiave d’accesso: i segnali mancati, difficili da cogliere, e l’urgenza di imparare ad ascoltare.
«È un titolo illuminante: sono i segnali che non ho percepito in tempo. Attraverso la mia storia cerco di far capire ai genitori quali situazioni possono trovarsi a vivere».
La prima cura nasce in famiglia. L’appello riguarda anche chi lavora accanto ai ragazzi: attenzione, ascolto, intervenire prima che i disturbi diventino cronici.
«Il primo aiuto parte dalla famiglia. Se chi è vicino a questi disagi è più attento e sa ascoltare, forse si può evitare che tutto diventi irreparabile».
Il ritorno a Siena. Tra città e stadio, la memoria è viva: accoglienza, bellezza, ma anche l’amarezza per l’ultima esperienza interrotta.
«Siena è sempre accogliente, è un piacere viverla. Ho tanti ricordi belli, a parte l’ultima esperienza troncata: c’erano problemi di gestione difficili da portare avanti».
Il calcio italiano e le fondamenta da ricostruire. Lo sguardo di Perinetti sul presente è critico: non bastano cambi in panchina se mancano le basi.
«Ogni volta abbiamo sperato nel “miracolo” del nuovo allenatore, ma se si rinfresca solo la facciata e non ci si preoccupa delle fondamenta, i problemi restano. E per i giovani italiani la situazione si fa sempre più complessa».
Siena Calcio, il nodo del direttore generale e l’ipotesi di ritorno. Sulla necessità di un direttore generale, Perinetti prende atto della linea della proprietà e non si sbilancia. Sulla possibilità di rivederlo in bianconero lascia la porta socchiusa.
«La società ha detto che arriverà un direttore generale. A me non sono arrivati segnali. Un ritorno? Valuto sempre le proposte di lavoro: un’offerta del Siena la considererei con affetto. Poi servono programmi chiari e vanno valutati tutti gli aspetti».