Giorgio Perinetti: "Tornare al Siena calcio? Considererei l'offerta con affetto"

Perinetti torna a Siena per presentare “Quello che non ho visto arrivare”, il libro dedicato alla figlia Manuela e alla lotta contro l’anoressia e non chiude la porta ad un suo ritorno in bianconero

Di Redazione | 9 Aprile 2026 alle 16:00

Giorgio Perinetti, ex direttore del Siena, è in città alla Biblioteca degli Intronati per presentare “Quello che non ho visto arrivare”, un volume nato dal dolore più profondo: la scomparsa della figlia Manuela a causa dell’anoressia. Un ritorno “a casa”, come lo definisce lui, che unisce memoria personale e responsabilità pubblica.

Parlare per aiutare. Perinetti spiega perché ha scelto di condividere la sua esperienza: superare la ritrosia, esporsi e provare a essere utile ad altri genitori e figli.

«Ho superato dubbi e timidezze. Abbiamo avuto tanti riscontri: persone che ci hanno cercato, chiesto informazioni, avviato un percorso terapeutico per i figli. Per il poco che potevamo fare, il riscontro è stato importante».

I segnali che non si vedono. Il titolo del libro è una chiave d’accesso: i segnali mancati, difficili da cogliere, e l’urgenza di imparare ad ascoltare.

«È un titolo illuminante: sono i segnali che non ho percepito in tempo. Attraverso la mia storia cerco di far capire ai genitori quali situazioni possono trovarsi a vivere».

La prima cura nasce in famiglia. L’appello riguarda anche chi lavora accanto ai ragazzi: attenzione, ascolto, intervenire prima che i disturbi diventino cronici.

«Il primo aiuto parte dalla famiglia. Se chi è vicino a questi disagi è più attento e sa ascoltare, forse si può evitare che tutto diventi irreparabile».

Il ritorno a Siena. Tra città e stadio, la memoria è viva: accoglienza, bellezza, ma anche l’amarezza per l’ultima esperienza interrotta.

«Siena è sempre accogliente, è un piacere viverla. Ho tanti ricordi belli, a parte l’ultima esperienza troncata: c’erano problemi di gestione difficili da portare avanti».

Il calcio italiano e le fondamenta da ricostruire. Lo sguardo di Perinetti sul presente è critico: non bastano cambi in panchina se mancano le basi.

«Ogni volta abbiamo sperato nel “miracolo” del nuovo allenatore, ma se si rinfresca solo la facciata e non ci si preoccupa delle fondamenta, i problemi restano. E per i giovani italiani la situazione si fa sempre più complessa».

Siena Calcio, il nodo del direttore generale e l’ipotesi di ritorno. Sulla necessità di un direttore generale, Perinetti prende atto della linea della proprietà e non si sbilancia. Sulla possibilità di rivederlo in bianconero lascia la porta socchiusa.

«La società ha detto che arriverà un direttore generale. A me non sono arrivati segnali. Un ritorno? Valuto sempre le proposte di lavoro: un’offerta del Siena la considererei con affetto. Poi servono programmi chiari e vanno valutati tutti gli aspetti».



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