Giorno della Memoria, Montanari: “Il veleno del nazismo è tornato. Oggi la violenza dello Stato decide chi vale di più”

Nel Giorno della Memoria il rettore dell’Università per Stranieri di Siena collega Shoah, repressione negli Usa e conflitti attuali: “La distruzione del diritto è di nuovo sotto i nostri occhi”

Di Lorenzo Agnelli | 27 Gennaio 2026 alle 13:30

Nel Giorno della Memoria, mentre si commemorano le vittime della Shoah, l’attualità internazionale impone una riflessione che va oltre la storia. Dai conflitti in Palestina, in Ucraina e in tutto il mondo alle immagini che arrivano dagli Stati Uniti, con le operazioni dell’ICE e la repressione delle proteste in Minnesota: oggi il presente torna a interrogare il passato.

È in questo contesto che si inseriscono le parole del rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari: “Questi temi sono attuali oggi, in questo mondo così complesso, con tanti conflitti che ribollono. Levi diceva: “Com’è potuto accadere che un Paese civile seguisse un istrione che oggi farebbe soltanto ridere?”. Oggi gli Stati Uniti: da chi sono guidati se non da un istrione che dovrebbe far ridere e che invece usa la violenza dello Stato contro i diversi, con un evidente progetto razziale?“.

Per il rettore, il punto centrale non è una ripetizione meccanica della storia, ma la persistenza della sua logica più pericolosa: “La storia non si ripete uguale, ma il veleno del nazismo è la distruzione del diritto, il dominio dell’uomo sull’uomo fuori da ogni regola. È l’idea che esista una razzializzazione, una differenza. Il nucleo del nazifascismo è pensare che gli uomini non siano tutti uguali, ma ordinabili in una gerarchia, per cui la vita di qualcuno vale più della vita di qualcun altro”.

Secondo Montanari, questa gerarchia delle vite è già una realtà: “È ciò che è successo a Gaza. L’Occidente ha consentito un genocidio che non avrebbe mai consentito su una popolazione bianca e cristiana“.

Lo sguardo si sposta poi sugli Stati Uniti. Repressione delle proteste e utilizzo incontrollato della forza governativa, aspetti che drammaticamente riportano ad analogie molto preoccupanti : “Basta vedere le divise dell’ICE – prosegue Montanari -:  sarebbe un grottesco remake del nazismo in un film di quarto ordine, se non fosse che si spara davvero e restano a terra corpi, peraltro di cittadini americani che lottano per la democrazia“.

Durissimo anche il giudizio sulla politica italiana: “Mi fa molta impressione che il nostro Paese sia guidato da una Presidente del Consiglio che propone Trump per il Nobel per la pace. Sembra Orwell: la pace è guerra e la guerra è pace“.

Infine la preoccupazione per l’ipotesi di una presenza dell’ICE in Italia durante le Olimpiadi invernali del 2026: “Una scelta oscena – non utilizza giri di parole Montanari -. Mi sembra spaventoso che ci si preoccupi se Gali all’inaugurazione non potrebbe citare Gaza, trattandolo con un paternalismo colonialista e razzista, perché non è bianco e non è perfettamente italiano. Ma che l’ICE possa scorrazzare per le strade d’Italia, questo non crea problemi a nessuno”.

Nel Giorno della Memoria, le parole di Montanari trasformano il ricordo in un atto di riflessione civile e memoria: la Shoah non è solo passato da commemorare, ma presente da interrogare.
Perché la linea di confine non è tra ieri e oggi, ma tra chi difende l’uguaglianza delle vite e chi accetta che alcune valgano meno di altre.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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