Giustizia tributaria, il Pd toscano contro la riforma, Bezzini: “Accorpamenti penalizzanti, Siena rischia di perdere 300 procedimenti”

Bezzini chiede al Governo di ripensare il piano del Mef e sollecita una presa di posizione del Comune di Siena: “Servizi più lontani dai territori”

Di Lorenzo Agnelli | 6 Marzo 2026 alle 14:00

Il Partito Democratico in Consiglio regionale della Toscana attacca la riforma dell’ordinamento della giustizia tributaria proposta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che prevede la riduzione e l’accorpamento di diverse sedi sul territorio nazionale. In Toscana la riorganizzazione coinvolgerebbe quattro sedi: Siena, Arezzo, Massa Carrara e Pistoia, destinate rispettivamente a essere accorpate a Firenze, Lucca e Prato.

Una prospettiva che i consiglieri regionali dem definiscono “penalizzante per i territori”, perché rischierebbe di allontanare un presidio importante della giustizia da cittadini, professionisti e imprese.

Il caso sarà portato in Consiglio regionale attraverso una mozione con cui il gruppo Pd chiederà alla Giunta di attivarsi nei confronti del Governo e del Ministero dell’Economia e delle Finanze per fermare il piano di accorpamento.

A spiegare la posizione del Pd è il capogruppo in Consiglio regionale Simone Bezzini, che parla di una decisione appresa dalle prime indiscrezioni sulla riforma.
Secondo Bezzini, il rischio concreto è quello di creare disagi per centinaia di utenti e operatori del settore.

“Abbiamo chiesto al Governo e al Ministero dell’Economia e delle Finanze di ripensare questa decisione – afferma – e, qualora si voglia procedere a una riorganizzazione, di aprire un confronto con Regioni, enti locali, ordini professionali e associazioni di categoria”.

Nel caso specifico di Siena, spiega il capogruppo dem, la chiusura della sede significherebbe trasferire circa 300 procedimenti l’anno verso Firenze. “Questo comporterebbe spostamenti e disagi per professionisti, imprenditori e cittadini che si trovano ad affrontare materie tributarie spesso molto delicate”.

Per Bezzini la misura andrebbe inoltre in direzione opposta rispetto alla strategia regionale della “Toscana diffusa”, che punta a garantire servizi e opportunità anche nei territori meno centrali.

“Abbiamo approvato una legge proprio per dare pari opportunità a tutte le realtà – sottolinea – evitando che esistano territori di serie A, di serie B e di serie C. Invece con questa scelta si allontanano i servizi dai cittadini”.

Infine, il capogruppo Pd lancia un appello alle istituzioni locali perché si mobilitino contro l’ipotesi di accorpamento.
“Mi auguro che ci sia una presa di posizione forte anche da parte del Comune di Siena – afferma –. Ho apprezzato la prima presa di posizione della presidente della Provincia Agnese Carletti. Ora sarebbe importante che tutto il sistema istituzionale senese si attivasse per chiedere al Governo un cambio di rotta”.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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