Guerra in Medio Oriente ed effetti sul turismo a Siena. Giunti: “C’è preoccupazione, lavoriamo sui visitatori italiani”

L’assessore del Comune di Siena fa eco al grido di allarme lanciato dalla Camera di Commercio

Di Cristian Lamorte | 17 Marzo 2026 alle 14:00

Il timore per gli effetti ad onda lunga della guerra in Medio Oriente sul turismo a Siena c’è e voltargli le spalle sarebbe l’errore più grande per un settore, occupazionale e non solo, strategico per l’economia provinciale. Tutto questo alla vigilia della stagione che solitamente prende il via e dà le sue prime indicazioni con il ponte pasquale. A confermare il timore, dopo il grido di allarme della Camera di Commercio, è anche l’assessore al turismo del comune di siena. Ritardi nei collegamenti aerei, paura a viaggiare e diminuzione della capacità di spesa delle famiglie incideranno inevitabilmente sul turismo, specie quello da oltreconfine. Da qui la necessità di rivedere le strategie d’accoglienza strizzando l’occhio al mercato italiano.

“C’è preoccupazione tra gli operatori, in primis per la guerra, naturalmente, ma anche per gli effetti – spiega Vanna Giunti, assessore al turismo del Comune di Siena -. Dovremo cercare di lavorare indipendentemente da quello che succede lontano da noi. Dobbiamo continuare comunque a promuovere. Noi ci aspettiamo un minore movimento da un luogo ad un altro del globo, per questo dobbiamo lavorare su un turismo più vicino e quindi sugli italiani e, presumibilmente, sugli europei. Dobbiamo essere inoltre consapevoli che dobbiamo rivedere le strategie che facciamo analizzando i dati di quello che sarà un’evoluzione turistica dei vari territori. Questo è chiaro. La preoccupazione c’è però non ci deve scoraggiare – conclude Giunti – e ci deve comunque continuare a far lavorare nella direzione di una promozione della città”.

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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