“Hidden Partner”, discusso riesame decreto sequestro e perquisizione a carico di Andrea Bellandi

I motivi, spiegano i suoi legali, Michele Bellandi e Vincenzo Di Benedetto, "hanno riguardato alcuni profili di illegittimità del decreto, ma soprattutto la carenza di motivazione del provvedimento emesso dal Pubblico Ministero. Il gip ha ribadito l’estraneità di Andrea Bellandi rispetto ai reati al momento ascritti"

Inchiesta “Hidden Partner”, oggi pomeriggio al tribunale di Siena si è tenuta l’udienza per il riesame del decreto di sequestro e perquisizione a carico di Andrea Bellandi, imprenditore e dg dell’Acn Siena che figura tra gli indagati. Il tribunale si è riservato, la decisione è attesa la prossima settimana.

“I motivi di riesame – precisano i legali, Michele Bellandi e Vincenzo Di Benedetto – hanno riguardato alcuni profili di illegittimità del decreto di perquisizione e sequestro che, a parere di questa difesa, riguardano non solo aspetti procedurali ma soprattutto la carenza di motivazione del provvedimento emesso dal Pubblico Ministero, con riferimento alle finalità probatorie perseguite e alla pertinenzialità tra beni sequestrati e contestazioni mosse nei confronti di Andrea Bellandi. Ciò, anche alla luce di quanto emerso dagli atti di indagine ad oggi confluiti nel fascicolo e in base a quanto sostenuto dal GIP dott. Buccino Grimaldi, il quale, nel respingere la richiesta di applicazione di misure cautelari, ha avuto modo di ribadire l’estraneità di Andrea Bellandi rispetto ai reati al momento ascritti. Valuteremo ulteriori iniziative difensive all’esito delle indagini preliminari”.