I cavalli ci sono, mancano gli impianti: Osvaldo Costa rilancia l’ippodromo a Siena

Osvaldo Costa propone di riattivare Pian delle Fornaci per affrontare la crisi degli ippodromi e dare slancio all’economia locale: “Se c’è la volontà, si può fare: un ippodromo a Siena darebbe futuro ai nostri cavalli e lavoro alla città"

Di Redazione | 29 Gennaio 2026 alle 11:00

I cavalli ci sono, mancano i “contenitori”. Parte da qui il ragionamento di Osvaldo Costa, presidente dell’Associazione Proprietari, Allenatori e Allevatori di cavalli da Palio, ospite stamani in diretta a Buongiorno Siena. La passione, nonostante tutte le difficoltà non si è spenta e il numero dei cavalli ne è la prova. A Siena poi l’amore per il Palio e l’impegno degli allevatori tengono vivo l’intero settore. “Basta vedere quando ci saranno le iscrizioni per protocollo: l’anno scorso si arrivò a 140-150 cavalli, un buon numero,” osserva.

Il nodo però sono appunto gli impianti, alla luce anche delle aste andate deserte per gli ippodromi di Livorno e Follonica, che restano chiusi, riducendo le opportunità per proprietari, allenatori e giovani cavalli, che “vanno allenati e messi in pista a tre e quattro anni, poi chi non diventa campione trova naturalmente spazio nei palii di provincia”.

Da qui il sogno: riportare le corse a Siena. “Noi potremmo avere la possibilità – dice Costa -, e mi sembra che ci sia anche la volontà politica, dal momento che il nostro onorevole di riferimento, Francesco Michelotti si è espresso in diverse occasioni favorevolmente, bisogna capire la posizione e le intenzioni del sindaco. Se il sindaco è d’accordo, insieme alla politica nazionale si può fare questa operazione”.

Il luogo c’è già: l’attuale galoppatoio di Pian delle Fornaci, che in passato ha ospitato attività agonistica. Servirebbero lavori per adeguarlo alle normative, ma i canali di finanziamento esistono. “Ci sono fondi che il Ministero darebbe”, nota Costa, convinto che l’impianto porterebbe benefici “a 360 gradi”. Sarebbe uno slancio economico per la città con tutto l’indotto che porterebbe l’ippodromo, oltre alla nostra passione: personale, nuovi posti di lavoro.

Inoltre – conclude Costa – visto che il male di molti ippodromi italiani è la gestione, noi con Sigerico abbiamo anche già una società con capacità organizzative notevoli, come dimostra con il galoppatoio”.

 



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