I pericoli del web: gli adolescenti le vittime più a rischio

Ai microfoni di Radio Siena TV il prof. Maurizio Boldrini analizza un fenomeno sempre più preoccupante

Una chat per incontri a luci rosse: sarebbe questo il luogo in cui il ragazzino di tredici anni avrebbe conosciuto il trentaseienne di Colle Val d’Elsa, poi arrestato per violenze sessuali su minori.

Ancora una volta un episodio di cronaca stimola spunti di riflessione e domande sull’utilizzo dei social, strumenti alla portata di tutti, in mano ad adolescenti che non hanno la percezione del rischio e della gravità. Contenitori privi di filtri e barriere a cui possono attingere tutti, anche facilmente.

“L’adescamento sessuale è sempre esistito – afferma in merito alla vicenda Maurizio Boldrini, professore di giornalismo e nuovi media presso l’Università di Siena – ma le forme che assume sul digitale sono completamente diverse, perché il digitale ha elementi di fascinazione (in modo particolare nei confronti dei giovani) che altri strumenti non hanno. Con l’aumento e la modifica dei mezzi di comunicazione di massa alcune di queste forme, come l’adescamento giovanile, diventano più facili e più praticabili, perché non ci sono barriere, c’è meno resistenza”.

Punto estremamente delicato è, ad avviso del professore, la consapevolezza dei giovani: “Il ragazzo che va lì e crede semplicemente di giocare in realtà non si rende conto del meccanismo che innesca. In particolare è essenziale educare i giovani all’uso della rete. La sessualità è sempre esistita in tutti i media, ma bisogna stare attenti che questo non si trasformi in qualcosa di diverso e non divenga uno strumento in cui la chat, l’immagine è esca, in cui lo scherzo con l’amica ritratta in pose non corrette da un punto di vista estetico non ingeneri dei meccanismi che sono autenticamente perversi”.

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