A Pienza il rifiuto diventa arte: le opere di Edoardo Malagigi interrogano ambiente e futuro

Fino al 15 novembre 2026 una nuova tappa del progetto espositivo dedicato al rapporto tra arte, ambiente e responsabilità collettiva

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Il rifiuto diventa materia, l’arte diventa una domanda e Pienza si trasforma in un nuovo spazio di riflessione sul rapporto tra uomo, ambiente e futuro. È visitabile fino al 15 novembre 2026 “Io mi rifiuto”, la mostra di Edoardo Malagigi, che dopo le tappe di Pontassieve e Pelago prosegue il proprio viaggio arrivando nel centro storico della città valdorciana.

Un progetto itinerante nel quale anche il viaggio diventa parte integrante dell’opera: le installazioni cambiano contesto, incontrano comunità e paesaggi differenti e continuano a porre interrogativi sul modo in cui produciamo, consumiamo e consideriamo ciò che non ci serve più.
COMUNE DI PIENZA_IO MI RIFIUTO: la mostra di Edoardo Malagigi arriva a Pienza (…

Il titolo racchiude già il senso della mostra. “Io mi rifiuto” è da una parte un riferimento diretto ai materiali di scarto utilizzati dall’artista, dall’altra una presa di posizione contro l’indifferenza e contro l’idea che le risorse del pianeta possano essere sfruttate senza interrogarsi sulle conseguenze delle nostre azioni.

Cartone, Tetrapak, poliaccoppiato, plastica riciclata, pulper e filtri esausti vengono così trasformati in nuove forme e nuovi significati. Il riuso non è soltanto una tecnica artistica, ma diventa parte integrante del messaggio: quello che viene scartato non scompare, continua a raccontare il sistema produttivo dal quale proviene e gli effetti che quel sistema produce sull’ambiente e sulle nostre vite.

Nel percorso compaiono animali scomparsi o minacciati, come il dodo, l’orsa polare e il rinoceronte, che riportano al centro temi come la perdita della biodiversità, l’inquinamento e la crisi degli ecosistemi. Accanto alla dimensione ambientale, Malagigi mette in discussione anche il rapporto con il consumo e il valore che attribuiamo agli oggetti.
COMUNE DI PIENZA_IO MI RIFIUTO: la mostra di Edoardo Malagigi arriva a Pienza (…

Una figura ricorrente nella sua ricerca è Pinocchio, utilizzato come simbolo per interrogare ciò che siamo abituati a considerare vero, normale o inevitabile. È il caso di opere come Grigio, Pinocchio di Pinocchi ed End Game.
COMUNE DI PIENZA_IO MI RIFIUTO: la mostra di Edoardo Malagigi arriva a Pienza (…

Quest’ultima, realizzata nell’ambito di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, è un Pinocchio antimilitarista il cui corpo è segnato da immagini di armi. La riflessione si sposta così dall’ambiente alla guerra e al rapporto tra produzione e commercio degli armamenti, ponendo una domanda volutamente scomoda: i conflitti sono davvero inevitabili?

Altre opere, come Oscar, La forma perfetta, Rammendo e la Sfera di Tetrapak, sviluppano invece il tema della trasformazione dello scarto. La materia recuperata non viene privata della propria storia, ma la conserva e allo stesso tempo suggerisce la possibilità di immaginare un modo diverso di produrre e utilizzare le risorse.

«Il lavoro di Malagigi offre uno sguardo sensibile e contemporaneo, capace di cogliere le ispirazioni del paesaggio, della memoria e del tempo. Le opere non si limitano a rappresentare, ma interpretano, interrogano e offrono nuove prospettive su ciò che è stato, che è e che sarà», sottolinea la vicesindaca e assessora alla Cultura Angela Vegni.

La mostra arriva a Pienza in un momento particolarmente significativo, nel trentennale del riconoscimento UNESCO del centro storico come Patrimonio mondiale dell’umanità. Le opere entrano in relazione con palazzi e spazi storici della città, creando un dialogo tra la memoria del luogo e le questioni del presente.

«Ospitare la mostra “Io mi rifiuto” tra le mura del nostro centro storico, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, non è solo un onore, ma una scelta profondamente coerente. Se nel Rinascimento Pienza ridefiniva il concetto di spazio urbano, oggi, attraverso lo sguardo degli artisti coinvolti in questo progetto, siamo chiamati a ridefinire il concetto di scarto», afferma il sindaco Manolo Garosi.

Particolare attenzione è riservata anche alle nuove generazioni. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Spazio Giovani Pienza, le voci dei ragazzi e delle ragazze coinvolti nel progetto entrano nel percorso attraverso didascalie accessibili tramite QR code.

«La collaborazione con lo Spazio Giovani Pienza come partner di questo percorso è una scelta necessaria per ribadire ancora una volta l’importanza della centralità di ragazzi e ragazze che si impegnano a mantenere viva la nostra comunità», spiega il consigliere con delega all’ambiente e alle politiche giovanili Amedeo Rosignoli.

La mostra è distribuita tra la Chiesa di San Carlo Borromeo, Largo Mario Luzzi, il Loggiato e la Sala consiliare del Palazzo comunale e Piazza Galletti.

“Io mi rifiuto” non propone soluzioni semplici e non chiede adesioni. Invita piuttosto a fermarsi, osservare e mettere in discussione abitudini e convinzioni considerate inevitabili. Le opere possono cambiare luogo, ma le domande che portano con sé restano aperte.

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