Il consigliere Tommaso Bartalini precisa la sua posizione sull’utilizzo del casco

Ha fatto discutere il suo intervento in Consiglio: “Ragionavo sull’imposizione di scelte che io reputo debbano spettare unicamente al singolo individuo. Estratto video sapientemente tagliuzzato”

Tommaso Bartalini, Consigliere del gruppo “Voltiamo Pagina”, con una lettera aperta ha voluto chiarire la sua posizione in merito all’utilizzo del casco, espressa durante un intervento in Consiglio comunale dove si discuteva della mozione sulla riduzione della plastica. Le sue parole hanno suscitato scalpore, motivo per il quale Bartalini ha voluto precisare quanto segue:

“Ho seguito con molta attenzione il clamore che un estratto del mio intervento – si legge nella lettera –  sapientemente tagliuzzato, in Consiglio comunale del 29 Luglio scorso ha generato sui social circa l’utilizzo del casco ed è mia intenzione, essendo stato citato personalmente, fare chiarezza sulle dichiarazioni espresse. Nel mio intervento in Consiglio, nell’argomentare le motivazioni per cui ero e sono contrario all’imposizione di eliminare completamente l’uso della plastica all’interno dell’Ente, ho fatto il parallelismo con la legge che impone l’utilizzo del casco, ma avrei potuto citare anche la norma che impone l’uso della cintura di sicurezza nelle automobili”.

“Come si intuisce già dall’estratto del video che ha creato scalpore, ma intendo ribadirlo anche adesso, non sono contrario al casco o alla cintura di sicurezza in sé, i quali hanno salvato e salvano molte vite in caso di incidente. So bene che entrambe le norme sono legge dello Stato e non ho mai incitato alla loro trasgressione, se qualcuno così ha inteso le mie dichiarazioni evidentemente non sono stato sufficientemente chiaro: dal momento che l’uso del casco è obbligatorio per la circolazione dei motocicli è fondamentale rispettarne l’obbligo.Il mio ragionamento (per chi vorrà vedere l’intervento completo è disponibile sullo streaming del sito del Comune di Siena) verte sull’imposizione di scelte che io reputo debbano spettare unicamente al singolo individuo, naturalmente maggiorenne, come per il casco, così anche per la cintura di sicurezza”.

“Certo la nostra libertà finisce quando inizia la libertà altrui, per questo motivo sono assolutamente favorevole ai controlli sul tasso alcolemico che vengono eseguiti dalle forze dell’ordine sulle nostre strade, tanto per fare il primo esempio. Tuttavia quando si entra nella sfera personale di ciascuno di noi, il ruolo delle Istituzioni dovrebbe essere quello di informare i cittadini, possibilmente con il supporto di dati scientifici, come infatti giustamente fa con i pacchetti di sigarette in cui si mostra che di fumo si può morire e in che modo. Ma quando si parla di scelte che non hanno conseguenze se non su noi stessi, imporre una posizione non fa parte della mia coscienza personale e politica; questo sia che si parli di indossare il casco, di mettere la cintura di sicurezza o il legittimo diritto a bere l’acqua che si vuole. Mi dispiace per chi si riterrà comunque offeso dalla mia posizione, ma qui si parla di principi e sui principi io non torno indietro. Neppure se questo può risultare impopolare. Piero Gobetti diceva “Lo Stato non professa un’etica, ma esercita un’azione politica”.

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