Debutta in anteprima nazionale al Teatro dei Rozzi “Il Magnifico Senese”, viaggio scenico tra Pandolfo Petrucci e la Siena di oggi: appuntamento del cartellone Sipario Blu, promosso dal Comune di Siena, mercoledì 25 marzo alle 21.
Altero Borghi, attore e regista, è la guida di questo “gioco teatrale” che intreccia storia e contemporaneità. Stamani è stato ospite in diretta a “Buongiorno Siena“, nel pieno delle prove generali, mentre si definiscono gli ultimi dettagli di uno spettacolo pensato per riportare alla luce una figura centrale e sorprendentemente poco conosciuta: Pandolfo Petrucci, detto “il Magnifico”.
“Il giorno prima è la follia pura: scene, musiche, immagini, posizioni d’entrata e uscita – ha raccontato ai nostri microfoni -. È la giornata più massacrante, ma anche quella in cui metti a fuoco tutto. Oggi è il clou, per creare l’atmosfera di domani, che deve essere più consolidata: il pubblico deve trovare un percorso con un suo significato”.
Perché Pandolfo Petrucci, oggi
La scelta del protagonista nasce dal desiderio di restituire alla città un personaggio “teatralissimo” e dimenticato. Un lavoro maturato nel tempo e sostenuto – racconta Borghi – da Donatella Pollini e Patrizia Turrini, che hanno contribuito a mettere a fuoco la drammaturgia e lo sguardo sulla storia.
«A Siena la storia di Pandolfo Petrucci non è molto conosciuta, mentre è conosciuto molto di più il Forno, “il Magnifico”. Non potevamo escludere dal nostro gioco teatrale né la contemporaneità, cioè il Forno, né la storia di questo personaggio che mi ha affascinato».
Dolci senesi e potere: un’altalena tra bene e male
In scena, la grande tradizione dolciaria della città entra “a gamba tesa” e diventa metafora: panforte, ricciarelli, cavallucci – bontà che resistono al tempo – si rispecchiano nella memoria civica, mettendo a contrasto luci e ombre della grandezza senese.
«Siena ha una cultura grandiosa. I dolci si possono mangiare freschi e poi resistono nel tempo: qualcosa di prezioso. E qualcosa di prezioso c’era anche nella storia di Pandolfo, anche se il suo “prezioso” era forse più nefasto dei dolci. Da una parte un palazzo abbandonato, dall’altra la grandiosità dei nostri dolci: abbiamo cercato questo equilibrio».
Astuzia e pragmatismo: l’eredità nell’attualità
Nella nota introduttiva lo spettro di Petrucci è riassunto in due parole: astuzia e pragmatismo politico. Un tratto che, sollecitato sul parallelo con il presente, Borghi non esita a riconoscere anche oggi.
«È una bella analisi. Penso proprio di sì. E non andrei troppo lontano: resterei dentro le mura, come si suol dire».
Tra Machiavelli, Borgia e Medici
La figura storica che torna sul palco è complessa, ambigua, capace di muoversi tra alleanze e avversità al livello delle grandi signorie italiane.
«Lo stesso Machiavelli lo definisce così. Partecipava per gli uni e poi per gli altri e ha portato Siena ai livelli delle grandi signorie, tanto che Cesare Borgia lo voleva morto. Fece un’alleanza con Luigi XII di Francia, pagò una marea di scudi. Morì nel 1512 dopo aver aiutato i Medici a tornare a Firenze. Non capisco questo oblio della storia su di lui, è un arcano strano».