Siena e Link Siena Sindacato Universitario oggi in piazza Duomo, in contemporanea con le colleghe e i colleghi che manifesteranno a Roma davanti al MIUR e in altre città d’Italia, per chiedere di sbloccare il concorso di specializzazione SSM2020.
“A meno di un mese dalla presa di servizio, infatti, 23mila medici aspiranti specializzande e specializzandi non sanno ancora cosa sarà del loro futuro – affermano Siena e Link Siena – Oltre 23mila medici tenuti in ostaggio, in un periodo in cui il lavoro dei professionisti della salute è più che mai indispensabile. Oltre 23mila giovani medici che si troveranno all’ultimo a dover cercare casa, dimettersi da altri impieghi e prendere servizio nel bel mezzo di una pandemia”.
In piazza Duomo si sono ritrovati tutti medici abilitati alla professione medica che non hanno ancora iniziato a frequentare un corso di formazione post laurea, ma che vorrebbero farlo. “Dopo una situazione pandemica che ci ha detto che c’è bisogno di medici, abbiamo chiesto già in primavera di eliminare l’imbuto formativo, per far sì che chi ha diritto di entrare in specializzazione lo possa fare, dal momento che attualmente su 24mila aspiranti in Italia, 10mila sono esclusi – spiega un aspirante specializzando a Siena Tv – Essendo ibridi tra studenti e lavoratori, queste figure hanno i doveri di un lavoratore ma non ne hanno i diritti: nessuno stipendio o tutela, ma solo una borsa di studio, con turni e orari pesanti. Il governo non ha deciso di risolvere la questione, ma anzi di bandire a settembre un bando di concorso debole, su cui era facile fare i ricorsi, che sono poi arrivati e tutto si è congelato. C’è bisogno di medici come l’aria, tutto però è bloccato”. “Molti a causa di questa situazione – aggiunge – non hanno potuto accettare nemmeno incarichi Usca o di guardia medica”
“Si spera che il Consiglio di Stato chiuda entro metà dicembre la questione dell’assegnazione delle borse di studio, ma ormai è tardi, non ci sarebbero i tempi tecnici per il trasferimento, perchè va preso servizio entro il 30 dicembre – conclude il medico – chiediamo quindi anticipare seduta del Consiglio di Stato, di sbloccare l’impasse, prevedere presa di servizio a distanza e un indennizzo straordinario per chi dovrà trasferirsi in tempo breve, con relativi costi ingenti. E vogliamo che finalmente parta un lavoro di riforma radicale mai affrontato finora, da nessun Governo, adesso le risorse straordinarie ci sono”.