“Siamo vicini alla comunità e a tutte le realtà politiche, sociali e associative che avevano sede nella Casa del Popolo di Abbadia di Montepulciano colpita dall’incendio lo scorso ottobre ed esprimiamo profonda preoccupazione per il risvolto estremista della vicenda che sta emergendo dalle indagini ancora in corso”. È quanto afferma in una nota l’Arci provinciale di Siena dopo gli sviluppi dell’inchiesta sull’incendio avvenuto nei mesi scorsi a Montepulciano.
“Ringraziamo le forze dell’ordine e la magistratura per il lavoro che stanno svolgendo su questa vicenda che ha colpito un simbolo di partecipazione, aggregazione, solidarietà e impegno civile – continua la nota – Questi fatti non possono e non devono essere minimizzati o liquidati come semplici bravate, perché sono molto gravi e fanno emergere la necessità di rafforzare l’attenzione sul disagio giovanile e sulla crescita di fenomeni estremisti di destra anche nel territorio senese, come hanno confermato anche altre recenti vicende. Un’attenzione che deve coinvolgere tutti, con serietà e senso di responsabilità: istituzioni, scuola, associazioni e comunità perché siamo di fronte a un problema educativo, sociale e culturale che non può essere ignorato e a cui possiamo rispondere con maggiori spazi di socialità, inclusione e confronto democratico, soprattutto fra le nuove generazioni”.
“Le Case del Popolo sono luoghi in cui, in ogni mattone, si è costruita la democrazia di un territorio intero e rappresentano un patrimonio storico, politico, sociale e culturale di una comunità – conclude la nota – Sono luoghi aperti, antifascisti e popolari, presidi fondamentali per la coesione sociale dei territori e ribadiamo la nostra solidarietà a chi ogni giorno tiene vivi questi spazi contro ogni forma di odio, violenza e intolleranza.”.