Sono al lavoro i legali dei 12 soggetti coinvolti nella maxi inchiesta “Hidden Partner” che punta i riflettori sugli affari del magnate kazako Igor Bidilo tra Siena e Firenze ipotizzando numerosi reati, tra cui corruzione, associazione a delinquere, evasione fiscale e riciclaggio internazionale. Dopo le perquisizioni, i sequestri e l’emissione di misure interdittive e coercitive per 5 dei 12 indagati (il direttore e il ceo di Sielna Spa, Staffieri e Costantin, il presidente Guasconi, Vincenzo Del Re e l’agente di Polizia Municipale) sono attesi per quest’ultimi gli interrogatori di garanzia. Intanto i ispettivi legali aspettano di poter approfondire tutti gli atti per valutare le strategie difensive da adottare, nello specifico il ricorso contro le dette misure cautelari e il riesame dei sequestri preventivi.
Dall’ordinanza del gip che applica le varie misure, emerge un quadro inquietante, che delinea gli intrecci di imprenditoria, politica e figure dalle alte cariche pubbliche, e dettaglia, oltre alle fattispecie dei reati fiscali e societari, i vari episodi di presunta corruzione che legano i rappresentanti di Sielna Spa a Guasconi e Del Regno, che per il giudice ricevevano “utilità illecite per far ottenere allo stesso gruppo imprenditoriale finanziamenti, appalti privati, affari e favori”.
C.C