Jean Rondeau e i Nevermind alla Chigiana: le Variazioni Goldberg di Bach

Alla Micat in Vertice uno degli ensemble barocchi più richiesti al mondo

Di Redazione | 11 Febbraio 2026 alle 12:30

Jean Rondeau e i Nevermind alla Chigiana: le Variazioni Goldberg di Bach

La 103ª Stagione Micat in Vertice dell’Accademia Musicale Chigiana propone uno degli appuntamenti più attesi e importanti dell’edizione 2025/26. Venerdì 13 febbraio alle ore 21.00, al Teatro dei Rozzi, arriva a Siena l’ensemble Nevermind, tra i quartetti barocchi più acclamati e richiesti sulla scena internazionale, protagonista di una rara e straordinaria apparizione in Italia con l’esecuzione delle Variazioni Goldberg BWV 988 di Johann Sebastian Bach, nella trascrizione originale e innovativa realizzata dagli stessi musicisti. Fondato nel 2013 da Anna Besson (flauto), Louis Creac’h (violino), Robin Pharo (viola da gamba) e Jean Rondeau (clavicembalo e organo positivo), Nevermind nasce da una missione condivisa: valorizzare e al tempo stesso trascendere il repertorio cameristico dei secoli XVII e XVIII, restituendolo all’ascoltatore contemporaneo attraverso un dialogo costante tra rigore storico, immaginazione timbrica e libertà creativa. L

a nuova trascrizione delle Variazioni Goldberg è già presente nei cartelloni dei principali festival e delle più prestigiose sale da concerto del mondo, tra cui Carnegie Hall, Wigmore Hall, Philharmonie de Paris, Concertgebouw di Amsterdam, Musikfest Bremen, Kölner Philharmonie, Heidelberger Frühling, Abbaye de Noirlac e Bachfest Schaffhausen. Pubblicato dall’etichetta Alpha/Outhere nel febbraio 2025, il progetto – come spiegano gli stessi Nevermind – nasce nell’ambito di una residenza creativa al Bel-Air Claviers Festival, grazie alla naturale affinità tra l’organico dell’ensemble e quello impiegato da Bach nelle sue sonate e cantate. Il risultato è una reinvenzione poetica dell’opera, in cui ogni variazione diventa dialogo, conversazione e continuo scambio di ruoli. La critica internazionale ha salutato il progetto come una delle letture più riuscite delle Goldberg: Early Music America l’ha definita «di gran lunga la più convincente delle trascrizioni», elogiando il quartetto per la capacità di ornare le variazioni in modo raffinato e impossibile da realizzare con sole dieci dita, mentre Le Monde ha parlato di una prodezza capace di rivelare la ricchezza polifonica dell’opera attraverso un costante mutare di generi, atmosfere e registri espressivi.

Figura centrale del progetto è Jean Rondeau, leader carismatico di Nevermind e tra i clavicembalisti più affascinanti e autorevoli della sua generazione. Nato a Parigi nel 1991, Rondeau si avvicina giovanissimo allo studio del clavicembalo, formandosi con Blandine Verlet e perfezionandosi al Conservatoire National Supérieur de Musique di Parigi e alla Guildhall School of Music di Londra. Vincitore di importanti concorsi internazionali, tra cui il Premio Giovane Solista al Prix des Radios Francophones Publiques, ha rapidamente affermato una personalità artistica unica, capace di coniugare virtuosismo, profondità interpretativa e rara forza comunicativa. Accanto a una brillante carriera solistica – documentata da acclamate incisioni per l’etichetta Erato – Rondeau coltiva progetti trasversali, spaziando dal jazz all’improvvisazione, sempre con la capacità di rendere il clavicembalo uno strumento vivo, contemporaneo e profondamente umano: un interprete capace di parlare al pubblico di oggi senza tradire lo spirito della musica antica. La presenza di Nevermind in Italia rappresenta di per sé un evento eccezionale. Ascoltarli a Siena con questo progetto, che ha segnato una tappa fondamentale del percorso artistico del quartetto, significa assistere a uno dei contributi più originali e convincenti alla storia interpretativa di Bach. Il concerto del 13 febbraio conferma così uno dei momenti imperdibili della Stagione Micat in Vertice n. 103, sottolineandone la vocazione internazionale e l’attenzione verso progetti artistici innovativi. Una vera occasione per ascoltare uno dei capolavori della musica in una veste nuova, luminosa e sorprendente, affidata a interpreti di assoluta eccellenza. Fin dalla sua fondazione, l’Accademia Musicale Chigiana si è impegnata nella diffusione e valorizzazione del grande repertorio barocco, contribuendo a formare generazioni di musicisti e appassionati. Il concerto del 13 febbraio rappresenta un’occasione unica per ascoltare i Nevermind – ensemble di livello mondiale – in una performance esclusiva, resa possibile grazie alla Chigiana. Un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della musica barocca e della grande arte interpretativa. Alle 20.30, una guida all’ascolto in sala accompagnerà il pubblico nel mondo musicale di Johann Sebastian Bach, per scoprire ogni dettaglio prima del grande concerto dei Nevermind.

 



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