La solidarietà del gruppo uncinetto della Contrada della Torre per i bimbi di Nottola

Il direttore di Ostetricia Marco Cencini: "Oltre all'indubbia utilità pratica e alla bellezza dei manufatti, ciò che ci colpisce è il pensiero e il tempo che queste donne hanno dedicato ai nostri piccoli pazienti"

Di Redazione | 2 Aprile 2026 alle 16:30

La solidarietà del gruppo uncinetto della Contrada della Torre per i bimbi di Nottola

Ci sono fili che non servono solo a tessere trame, ma a unire cuori. È quello che è successo nei giorni scorsi nei reparti di Pediatria e Neonatologia e di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Nottola, dove una delegazione del gruppo uncinetto della Contrada della Torre di Siena ha consegnato una generosa donazione di manufatti realizzati interamente a mano.

Copertine colorate, piccoli doudou, scarpine e cappellini: ogni pezzo è il frutto di ore di lavoro appassionato delle donne che hanno scelto di mettere la propria maestria artigianale al servizio dei piccoli pazienti e delle loro famiglie.

Il gruppo uncinetto della Torre dimostra come un’arte antica possa trasformarsi in un moderno strumento di supporto e vicinanza verso chi sta attraversando un momento delicato come il ricovero di un figlio.

“Ricevere questi doni è per noi motivo di grande gioia, – afferma il direttore di Ostetricia e Gineologia Marco Cencini -. Oltre all’indubbia utilità pratica e alla bellezza dei manufatti, ciò che ci colpisce è il pensiero e il tempo che queste donne hanno dedicato ai nostri piccoli pazienti. Questi gesti rendono l’ambiente ospedaliero più umano e meno spersonalizzato. Grazie di cuore alla Contrada della Torre per questa bellissima lezione di solidarietà”.

“Al di là della donazione, perché quando si fa del bene si arricchisce noi stessi – racconta Tiziana Marchetti del gruppo uncinetto della Contrada della Torre -, è stata una bella esperienza aver visitato la Pediatria e Neonatologia di Nottola, siamo state ricevute con una grande accoglienza e tanto calore. La cosa che colpisce di più è sicuramente l’affiatamento che c’è tra i colleghi, che va oltre le differenze di ruolo professionale”.



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