Una finestra riaperta sul Trecento senese e sulla sua straordinaria capacità di raccontare la spiritualità attraverso l’arte. È quella che si è spalancata sabato scorso al Santa Maria della Scala, dove la Tebaide, ciclo di affreschi attribuito a Lippo Vanni, ha attirato un pubblico numeroso in occasione della prima visita guidata tematica.
Un gruppo nutrito, composto in gran parte da cittadini senesi, ha partecipato all’iniziativa organizzata dal Complesso museale insieme alla Società di Esecutori di Pie Disposizioni in Siena, spinto dalla curiosità di osservare da vicino un’opera rimasta a lungo invisibile all’interno degli spazi dell’antico Spedale.
A guidare il percorso è stata Laura Martini, storica dell’arte e direttrice dei lavori di restauro, che ha accompagnato i visitatori in un racconto capace di intrecciare lettura artistica e approfondimento tecnico. “Si tratta di un significativo recupero – ha spiegato – un ciclo pittorico di un artista eccezionale, paragonabile ad Ambrogio Lorenzetti. È la riscoperta di un pezzo di storia rimasto nascosto per secoli”.
Il ciclo della Tebaide, raro sia per soggetto che per qualità, decorava l’accesso dell’antica Compagnia dei Disciplinati. Un ambiente nato per pratiche devozionali che oggi ritrova sulle sue pareti il racconto della vita eremitica, tra monaci e padri del monachesimo, esempi di disciplina e spiritualità.
La sua riscoperta affonda le radici nel 1999, durante i lavori diretti dall’architetto Guido Canali, quando emersero le prime tracce sotto le imbiancature. Negli anni successivi nuove porzioni vennero alla luce, fino allo studio del 2001 dello storico dell’arte Alessandro Bagnoli che ne avviò l’attribuzione a Lippo Vanni. Il restauro, avviato nel 2021 grazie anche al sostegno internazionale del mecenate Robert Cope, ha restituito oggi l’opera nella sua interezza.
Entusiaste le reazioni dei partecipanti, colpiti dalla forza espressiva del ciclo e dalla possibilità di coglierne finalmente i dettagli: una riscoperta che conferma ancora una volta come il Santa Maria della Scala continui a sorprendere, offrendo nuovi livelli di lettura della storia senese.
Il calendario delle visite prosegue con due nuovi appuntamenti già fissati: il 18 aprile e il 30 maggio, sempre alle ore 11.