La Toscana rompe l’immobilismo nazionale e compie un gesto politico che pesa come una dichiarazione di principio: il riconoscimento dello Stato di Palestina. La settimana scorsa il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge al Parlamento che chiede formalmente all’Italia di riconoscere la Palestina come Stato sovrano, secondo la soluzione “due popoli, due Stati”.
Un atto che va oltre la diplomazia e che assume un valore morale, culturale e politico, ribadito ulteriormente nell’incontro tra il presidente della Regione Eugenio Giani, l’assessora alla cultura Cristina Manetti e l’Imam di Firenze Izzedin Elzir, figura di riferimento nazionale per il dialogo interreligioso e originario di Hebron.
“Abbiamo approvato all’unanimità una delibera che chiede il riconoscimento dello Stato di Palestina – ha spiegato Giani – perché la comunità internazionale si è già espressa: 153 Paesi nel mondo riconoscono la Palestina, su 197 Stati membri delle Nazioni Unite. Più di 3/4 delle nazioni hanno già compiuto questo passo. Vogliamo che lo faccia anche l’Italia”.
Il voto in Aula ha visto 23 sì da Partito Democratico, Casa Riformista, Alleanza Verdi Sinistra e Movimento 5 Stelle. Fratelli d’Italia, Forza Italia e Gruppo Misto-Futuro Nazionale non hanno partecipato al voto, restando però presenti in Aula: una scelta che fotografa una spaccatura politica netta e che evita un’assunzione di responsabilità pubblica su uno dei temi più delicati dello scenario internazionale.
Per il presidente Giani, il gesto della Regione non è simbolico: “La Toscana intanto lo fa. È un fatto morale e culturale. Ho voluto consegnare ufficialmente la nostra delibera ai fedeli musulmani attraverso l’Imam Elzir, personalità di rilievo nazionale e tra le figure più rappresentative della comunità palestinese in Italia”.
Il percorso istituzionale proseguirà a breve con la consegna formale dell’atto all’ambasciatrice di Palestina in Italia. Lo stesso Giani ha promesso di chiedere un incontro ai presidenti di Camera e Senato per portare direttamente in Parlamento la voce del Consiglio regionale toscano.
La Toscana si assume così un ruolo politico che va oltre i confini regionali, tentando di spingere lo Stato italiano verso una scelta che finora è rimasta sospesa tra equilibri internazionali e prudenza diplomatica. Ma per la Regione il tempo dell’attesa è finito: riconoscere la Palestina significa riconoscere un popolo, un diritto e una prospettiva di pace fondata sull’eguaglianza tra Stati.
Una presa di posizione che trasforma un atto amministrativo in una dichiarazione politica: la Toscana chiede all’Italia di scegliere da che parte stare, non contro Israele, ma a favore del diritto dei popoli a esistere. E lo fa nel momento in cui il silenzio rischia di diventare complicità.