Conto alla rovescia per il primo snodo della liquidazione giudiziale dell’Acr Siena 1904: mercoledì 5 marzo, in Tribunale, si aprirà la verifica dello stato passivo della società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata finita in liquidazione giudiziale dopo l’accertamento di un’insolvenza ritenuta non più reversibile. Davanti al giudice delegato, il presidente del Tribunale Gianmarco Marinai, inizierà la “radiografia” formale dei debiti: chi chiede di essere ammesso al passivo, con quali titoli e per quali importi.
La procedura è quella tipica prevista dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: in questa fase non si discute di tifo o di campo, ma di documenti, privilegi, chirografi, prededuzioni e regole di accertamento. La curatela, affidata all’avvocato Lara Morgantini, è al lavoro su un doppio binario che condizionerà tutto il resto: ricostruire il passivo con la massima precisione e, parallelamente, individuare l’attivo eventualmente aggredibile. Tradotto, capire quanto vale davvero la “massa” dei debiti e se esiste una massa di beni o diritti da trasformare in liquidità.
Sul tavolo, già nella fase che ha preceduto l’apertura della liquidazione giudiziale, erano circolati valori importanti: una ricostruzione dei debiti che, nelle carte, arrivava a superare complessivamente i 2,5 milioni di euro, con una componente rilevante di crediti di natura tributaria e previdenziale e con ulteriori poste legate a rapporti di lavoro e prestazioni professionali. Nel precedente scenario concordatario era stata anche prospettata una finanza esterna accompagnata da una garanzia di 1 milione di euro, profilo che il Tribunale ha esaminato nel quadro più ampio della completezza documentale e della verificabilità dei dati. Numeri che, adesso, dovranno essere “ricondotti a prova” nella sede naturale: l’accertamento del passivo.
Il 5 marzo, però, non sarà soltanto la data della prima udienza. Nello stesso perimetro temporale, secondo informazioni raccolte nell’ambito della procedura, è già destinata ad aggiungersi una seconda tornata di esame, legata a ulteriori domande di insinuazione che richiedono integrazioni e produzione di documentazione non completa nella prima verifica. È un passaggio frequente nelle procedure concorsuali: accanto alle istanze presentate nei termini, possono emergere posizioni che necessitano di chiarimenti contabili, contrattuali o retributivi, soprattutto quando i rapporti di lavoro e collaborazione si intrecciano con stagioni sportive, premi, rimborsi e accordi accessori. Le nuove richieste, da quanto risulta, arriverebbero da figure interne all’organizzazione sportiva e tecnica (area medica, comunicazione e marketing) e da collaboratori legati all’attività della prima squadra e del settore giovanile con importi che oscillano su diverse decine di migliaia di euro a posizione: in alcuni casi nell’ordine di 5-10 mila euro, in altri potenzialmente tra 20 e 60 mila euro, a seconda della durata dei rapporti e delle pendenze maturate. Per una parte dei creditori che si stanno muovendo pure in questa seconda finestra procedurale l’assistenza legale è seguita dall’avvocato Manfredi Biotti del foro di Siena. Anche qui, il punto non è l’annuncio delle pretese, ma il loro vaglio: titoli, prova del credito, eventuali cause di prelazione, corretta collocazione e ammissibilità.
Nel frattempo, sullo sfondo resta anche un dato “identitario” che ha fatto discutere: il nome dell’ex presidente Emiliano Montanari non risulta tra le figure formalmente al vertice della Ssd sottoposta a liquidazione giudiziale. La procedura, tuttavia, non si muove per percezioni ma per ruoli, atti e responsabilità delineate nei documenti: è su quel materiale che la curatela dovrà ricostruire, “a tutto tondo”, l’assetto della società.
Il quadro giudiziario in cui si inserisce la verifica del passivo è quello delineato dalla sentenza che, lo scorso novembre, ha aperto la liquidazione giudiziale. Il collegio ha ritenuto inammissibile la strada del concordato preventivo, già tentata, evidenziando criticità sulla completezza della documentazione contabile e sulla possibilità di ricostruire in modo attendibile la reale situazione economico-patrimoniale e finanziaria. Nel provvedimento, oltre alla nomina del giudice delegato Gianmarco Marinai e del curatore Lara Morgantini, sono stati fissati gli adempimenti per l’acquisizione di dati e scritture e l’accesso alle banche dati utili a ricostruire movimenti e rapporti, incluse informazioni bancarie e registri pubblici, con l’obiettivo di non lasciare zone d’ombra nella mappa dell’insolvenza.
Ora la procedura entra nella fase in cui i numeri smettono di essere stime e diventano, udienza dopo udienza, poste accertate o respinte. La verifica del passivo serve proprio a questo: formare la massa debitoria, cioè l’elenco dei creditori ammessi e la loro posizione, che sarà la base per ogni eventuale riparto. E il riparto, a sua volta, dipende dall’altra gamba della liquidazione: l’attivo. La curatela sta svolgendo gli accertamenti tipici, passando dalle scritture ai riscontri, fino all’audizione del legale rappresentante, per capire se esistano beni, crediti, cespiti, diritti o utilità recuperabili. In assenza di attivo, o in presenza di un attivo incapace di coprire anche i costi minimi della procedura, la prosecuzione stessa può essere rimessa a una valutazione degli organi della liquidazione, nell’ottica di non protrarre attività prive di ritorno economico.
Per la città e per l’ambiente sportivo, il 5 marzo segna un passaggio concreto: non una data simbolica, ma l’avvio della conta ufficiale dei debiti e della ricerca dell’eventuale patrimonio liquidabile. È lì che si misurerà, con gli strumenti del diritto concorsuale, la distanza tra ciò che viene rivendicato e ciò che può essere effettivamente riconosciuto; e, soprattutto, se esiste una prospettiva di soddisfazione, anche parziale, secondo l’ordine delle cause di prelazione previsto dalla legge. Entro quel perimetro, la liquidazione giudiziale dell’Acr Siena 1904 comincia a prendere forma: non più come notizia, ma come procedura.