“Lista stupri” al Sarrocchi di Siena, Bondi e Salvini: “Parola abominevole, serve rispetto”

Bondi e Salvini: “Non è una bravata. I giovani devono capire il peso delle parole e delle azioni”

Di Redazione | 19 Gennaio 2026 alle 14:30

“Lista stupri” al Sarrocchi di Siena, Bondi e Salvini: “Parola abominevole, serve rispetto”

“Doverosa l’attenzione per la lista stupri comparsa sui muri dell’istituto Sarrocchi, perché è necessario che i giovani che hanno sottovalutato la portata di un termine simile ne comprendano fino in fondo i risvolti”. A dirlo sono Lorenza Bondi e Paolo Salvini, consiglieri eletti di Forza Italia rispettivamente al Comune e alla Provincia di Siena.

I due amministratori rimarcano come episodi di questo tipo non possano essere archiviati come semplici bravate. “Purtroppo assistiamo sempre più spesso ad azioni lesive commesse da giovanissimi ai danni dei loro coetanei – spiegano –. In alcuni casi con esiti tragici, come il recente accoltellamento avvenuto a La Spezia, in altri forse per spirito di emulazione, come nel caso del proliferare delle cosiddette ‘liste stupri’ nelle scuole”.

Secondo Bondi e Salvini, l’emulazione, anche quando nasce come gioco o provocazione, non deve essere sottovalutata. “Nella società in cui viviamo – sottolineano – il passaggio dalle parole ai fatti può essere rapido. Per questo il significato di una parola predatoria e crudele come ‘stupro’ deve essere ben compreso soprattutto dalle nuove generazioni. È una parola che racconta la rovina delle vite di tante donne e ragazze. Non è tollerabile che venga usata con leggerezza”.

I due esponenti di centrodestra insistono sul valore educativo del linguaggio. “Tenere alta l’attenzione sul rispetto dell’essere umano nella società di Internet, dove spesso la violenza fa più ‘like’, è imprescindibile – affermano – soprattutto quando si usano parole che, se trasformate in azioni, hanno impatti devastanti su chi ne rimane vittima”.

Rivolgendosi direttamente ai giovani, Bondi e Salvini concludono con un messaggio netto: “I ragazzi del Sarrocchi autori del gesto, così come quelli che hanno magari applaudito, devono capire che fare una cosa del genere è da ‘sfigati’, non da ‘fighi’”.

Nel loro intervento, i due amministratori richiamano anche il mondo degli adulti alle proprie responsabilità. “Anche a noi è imposto il contenimento della leggerezza – osservano –. In questi giorni, durante una telecronaca sportiva, una frase volgare e sessista ai danni di un’arbitra è diventata virale anche sul nostro territorio. Episodi da stigmatizzare, perché il rispetto che chiediamo ai giovani passa anche dal lessico che usiamo noi adulti. E il linguaggio è educazione”.



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