Era il 14 agosto 2022. In un condominio di Abbadia San Salvatore qualcosa va storto. Sul pianerottolo rimane a terra, ferito, un uomo allora 68enne. L’episodio dai contorni incerti e preoccupanti è finito ieri mattina davanti al giudice monocratico Fabio Frangini del Tribunale di Siena: sul tavolo, l’accusa è di lesioni volontarie aggravate. In aula si alternano racconti, ricordi e interrogativi su una vicenda che lascia ancora diversi punti oscuri.
Sul banco degli imputati siede un cinquantenne italiano, residente nel paese amiatino, accusato di aver aggredito il suo vicino di casa – che oggi ha 72 anni – nello stabile dove entrambi abitano. Secondo la ricostruzione della Procura, rappresentata dal vice procuratore onorario Massimo Rossini, la vittima si era recata nell’appartamento dell’imputato per consegnare dei soldi relativi all’amministrazione condominiale, faccenda seguita dalla moglie dell’accusato. A quel punto, secondo il racconto fornito in aula dalla stessa vittima, la situazione sarebbe rapidamente precipitata per motivi che dovranno essere verificati.
Durante una dettagliata deposizione, l’anziano che era rimasto ferito, ha ricostruito ogni momento della presunta aggressione: “Sono salito nel suo appartamento – ha raccontato senza esitazione – per consegnare i soldi condominiali, essendo la moglie la persona che si occupa dell’amministrazione. Appena ho aperto la porta, lui mi ha afferrato per il collo, mi ha schiaffeggiato e mi ha gettato violentemente a terra. Ho sentito subito un forte dolore al bacino; successivamente mi hanno trascinato sul pianerottolo per farmi uscire dal loro appartamento”. La vittima ha poi aggiunto di essersi trascinato, tra dolori lancinanti, lungo le scale fino alla porta di casa nel tentativo di chiedere aiuto, e di aver sentito l’aggressore rivolgersi alla partner con la frase: “Buttiamolo giù per le scale”. Per fortuna, ha sottolineato, tale intenzione non si è concretizzata.
La gravità delle lesioni trova conferma nel referto del Pronto Soccorso, dove l’uomo residente ad Abbadia venne trasportato d’urgenza: i sanitari diagnosticarono una frattura scomposta del collo femorale, con una prognosi superiore ai 40 giorni.
A corroborare la versione della vittima – che si è costituita parte civile ed è difesa dall’avvocato Emanuele Felici – è stato ascoltato anche un vicino di casa di 94 anni, in qualità di testimone. Ed ha raccontato: “Ero uscito per andare al cimitero e, al mio ritorno, ho trovato il vicino seduto su una sedia, dolorante. Mi ha detto di essere stato aggredito dal signore che vive nel nostro stabile. Sono stato io a chiamare l’ambulanza; subito dopo sono arrivati i carabinieri”.
In aula ha preso la parola anche il militare dell’Arma della compagnia di Montalcino intervenuto quella mattina: “Quando siamo arrivati – ha detto – abbiamo trovato il signore settantenne seduto, lamentava dolori e ci ha riferito di essere stato schiaffeggiato e aggredito dall’uomo a cui aveva portato i soldi. Gli accertamenti ci hanno permesso di risalire subito ai due soggetti dello stabile coinvolti”.
Il giudice Frangini ha aggiornato l’udienza al prossimo 23 aprile, quando saranno ascoltati ulteriori testimoni per fare piena luce sulla vicenda.
Il procedimento in ogni modo si annuncia molto delicato e il caso richiama l’attenzione sia per la gravità delle accuse, sia per la fragilità dei rapporti umani che spesso si consumano all’interno delle mura domestiche e condominiali. In ballo non ci sono solo le responsabilità penali, ma anche il difficile equilibrio della convivenza nei palazzi, messa a dura prova da screzi che in questo caso, secondo l’accusa, sarebbero degenerati in un gesto di violenza.
Il processo prosegue: la parola ora passa ai testimoni.