Lo strappo dell’Aquila: “Senza Palio, siamo come circoli ricreativi”

Un manifesto per le vie della città per ribadire l’essenzialità del Palio

Siena stamani si è svegliata con un manifesto giallo, affisso sulle mura cittadine. Niente a che fare con le prossime elezioni suppletive. E’ un manifesto della Nobile contrada dell’Aquila. Un urlo che squarcia il silenzio di due anni senza Palio. Che va dritto all’osso prima che alla pelle: le contrade senza il Palio non possono esistere: “ …rischiamo di diventare esclusivamente “circoli ricreativi” e non più “contrade”, perdendo il valore che un tale vocabolo sottintende”. E non è tutto.

“…è tempo dunque di abbandonare ogni piccola strategia individuale, e agire collettivamente come una sola Comunità”, una tirata di orecchie alle consorelle che potrebbero non aver spinto abbastanza per fare il Palio a causa delle squalifiche? Sembra che non ci sia stata fino ad ora una comunità di intenti, insomma che non tutti abbiano remato verso la stessa direzione, quella cioè di trovare soluzioni per poter fare il Palio.

L’altro passaggio interessante è quello dell’accettazione delle restrizioni.

Il Palio va fatto ad ogni costo il 2 luglio e il 16 agosto del 2022 ,“…anche a patto di alcune tollerabili restrizioni, da concertare con le autorità competenti”. Una chiara esortazione a fare a meno di certe “purezze” che potrebbero farci allontanare ancora per un altro anno dalle carriere.

Il manifesto è indirizzato a chiare lettere ai popoli, alle dirigenze, al magistrato, al comune di Siena. Tutti attori della medesima commedia dove, qualcuno non avrebbe ben recitato la sua parte. Affermazioni forti, quelle che escono dalle stanze della contrada, che da sola si erge al di sopra delle altre consorelle, con l’intenzione di smuovere qualcosa che evidentemente non ha funzionato, o che non funziona più.

Intanto a Siena è appena cambiato il questore, il prefetto è arrivato da poco e non conosce il Palio ed è nuovo anche il comandante dei vigili del fuoco. Insomma tutte autorità che prima del comune, organizzatore della festa, e delle contrade, danno l’assenso per una pubblica manifestazione. Perché anche il Palio di Siena rientra sotto le strette regole della commissione del pubblico spettacolo. Questa volta si riuscirà a giocare insieme?

V.C.