L’aula silenziosa, una donna emozionata e una decisione rinviata: si aggiorna così a marzo il procedimento che vede imputata una quarantaquattrenne accusata di aver trasgredito il divieto di avvicinamento al figlio minorenne. La vicenda si è sviluppata un mese fa tra i corridoi di una scuola media di Siena e il tribunale di viale Rinaldo Franci.
Questa mattina, davanti al giudice Alessandro Maria Solivetti Flacchi, l’imputata si è presentata accompagnata dall’avvocato Michela Rossi. La donna, finita agli arresti nel dicembre scorso dopo l’intervento dei carabinieri presso l’istituto scolastico frequentato dal figlio, ha preso la parola per spiegare il proprio comportamento: “Chiedo scusa per la mia leggerezza, dovevo parlare con un professore ed avevo anche un altro appuntamento a scuola con un docente. Ho commesso un errore, ma in buona fede. Chiedo scusa per il mio comportamento”, ha dichiarato rivolgendosi al giudice. Le sue parole sono state riportate a verbale durante l’udienza.
I fatti risalgono al mese di dicembre 2025, quando il personale scolastico, accortosi della presenza della madre nei pressi dell’edificio, ha informato immediatamente i carabinieri. Da giugno 2025 la donna è destinataria di una misura cautelare che le impone di mantenere una distanza minima di 500 metri dal bambino e di non recarsi nei luoghi abitualmente frequentati dal minore, compreso il plesso scolastico nel Comune di Siena dove il piccolo vive con il padre. L’intervento dei militari, chiamati per l’applicazione delle disposizioni del giudice, ha portato all’arresto della donna, poi rimessa in libertà dopo la convalida.
La difesa rappresentata dall’avvocato Rossi ha richiesto il giudizio con rito abbreviato, depositando agli atti una documentazione dalla quale risulta che il giudice aveva autorizzato un colloquio tra la donna e i docenti due giorni dopo i fatti contestati. Sulla base di questa richiesta, il dottore Solivetti Flacchi ha disposto il rinvio dell’udienza al prossimo 25 marzo. Nel frattempo, la misura cautelare nei confronti della donna rimane in vigore. Il processo dovrà accertare le eventuali responsabilità e valutare le motivazioni dell’imputata.