Matteo Betti, simbolo dello sport senese: Paralimpiadi e il sogno dei Giochi in Toscana

Il campione senese in diretta a Buongiorno Siena: “Le Paralimpiadi meritano lo stesso palcoscenico delle Olimpiadi"

Di Redazione | 6 Marzo 2026 alle 15:10

Matteo Betti, schermidore paralimpico di Siena e volto conosciuto dello sport cittadino, in diretta a ‘Buongiorno Siena’, commenta l’apertura delle Paralimpiadi e fa il punto sulla stagione azzurra, tra impegni internazionali e uno sguardo lungo al progetto, ancora embrionale, di Giochi olimpici in Toscana.

Paralimpiadi al centro

«Non corriamo più il pericolo che le Paralimpiadi restino fuori dall’interesse delle persone. Saranno seguite esattamente come abbiamo seguito tutti insieme i Giochi Olimpici: saranno bellissime e tutti pronti a fare il tifo.»

Tifo e scaramanzia

Chi gli chiede per chi farà il tifo riceve una risposta sorridente ma netta: niente nomi. Scaramanzia, spiega Betti, e rispetto per colleghi e amici.

«Ho già le gare segnate da seguire. Non vi dico chi sono perché sono scaramantico e non voglio tirarla a qualcuno dei miei colleghi. Seguiteci: siamo una nazionale competitiva come quella olimpica.»

L’energia di gareggiare in casa

Il tema del “fattore Italia” gli sta a cuore: non avendo vissuto un’Olimpiade in casa, Betti ricorda però il peso speciale del pubblico nei grandi eventi disputati qui.

«In Italia ho fatto tanti Mondiali: per me hanno sempre significato un’iniezione di fiducia e di affetto che mi ha fatto dare qualcosa in più. Non posso nemmeno immaginare cosa voglia dire un’Olimpiade in casa: sarà sicuramente bellissimo.»

Calendario tra vittorie e incertezze

Reduce da un raduno e da una tappa di Coppa del Mondo vinta a squadre due settimane fa, Betti racconta un momento sportivamente brillante ma organizzativamente complicato.

«Ad aprile e maggio ci sarebbero altre tappe di Coppa del Mondo, ma la situazione internazionale influenza il normale andamento delle gare: è difficile per gli atleti di tutto il mondo raggiungere i luoghi delle competizioni. Siamo in attesa di capire se le prossime gare si faranno o verranno rischedulate.»

Olimpiadi in Toscana 2040?

L’ipotesi di una candidatura toscana fa brillare gli occhi, tra realismo e suggestione.

«La prima cosa che ho pensato è: “Accidenti!”. Nel 2040 sicuramente non ci sarò da atleta… poi, è vero, l’età sportiva si sta allungando. A parte tutto, l’idea è davvero suggestiva.»

«Le Olimpiadi diffuse si sono rivelate un successo e la voglia di proseguire su questa strada è tanta.»

Tra sport e politica

Sulla possibilità che la politica finisca per dominare il dibattito, Betti non si sottrae ma mantiene la prospettiva dell’atleta.

«L’organizzazione di un’Olimpiade non può prescindere dalla politica, e dalla politica sportiva. Da atleta e uomo di pedana, però, dico che sarebbe un’occasione super affascinante.»

«Non penso ci sia sportivo che, potendo fare le Olimpiadi in casa, direbbe di no.»



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