Avvocato e componente del Comitato del Sì, Michela Rossi commenta a caldo l’esito del referendum sulla magistratura, che ha visto prevalere il NO, non solo in Toscana e nella provincia di Siena, ma in tutto il Paese. C’è ovviamente rammarico tra i sostenitori del SI’, rispetto per il verdetto delle urne, ma amarezza per come si è arrivati al voto.
“La democrazia decide, noi accettiamo le scelte dei cittadini – dice Michela Rossi a Siena Tv -. Però ciò che temevamo si è verificato: non c’era più interesse ad ascoltare il merito e dei contenuti della riforma e si è passati ad una politicizzazione del voto, un voto favorevole alla Meloni oppure no. Nelle ultime settimane la percezione era chiarissima. Siamo rammaricati più per questo che non per il risultato, che ci può stare”.
Alla domanda se le parole dure, anche contro la magistratura, abbiano contribuito alla deriva del dibattito, Rossi non ha dubbi: responsabilità diffuse. “Sicuramente sì, delle leggerezze e degli errori ci sono stati da entrambe le parti politiche. Effettivamente anche chi sosteneva il Sì ha commesso degli errori”.
Il Comitato del Sì però rivendica di essere rimasto “trasversale” e concentrato l’attenzione sui contenuti, ma riconosce un limite strategico. “Siamo stati gli unici a concentrare l’attenzione sul merito della riforma. Forse abbiamo sbagliato anche noi a non scendere con una maggiore incisività politica”.