“Nessun ritardo da parte della Questura, né alcuna intenzione di non convocare”. Il prefetto di Siena, Valerio Massimo Romeo, risponde alle domande sui tempi di attesa dei migranti che devono formalizzare la richiesta di protezione internazionale e spiega i motivi che hanno rallentato le convocazioni.
“Il 12 giugno 2026 è entrato in vigore il decreto-legge numero 100, che applica il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo – ha affermato Romeo –. Da quella data in Italia si seguono le stesse procedure adottate negli altri Paesi dell’Unione europea”. Un sistema che, secondo il Prefetto, prevede controlli più rigorosi prima che la domanda possa essere formalizzata.
“Chi vuole chiedere la protezione internazionale deve recarsi in Questura. Gli uffici devono procedere all’identificazione, al fotosegnalamento, alla verifica delle impronte e all’inserimento dei dati in un sistema europeo”. A questi passaggi si aggiunge infine lo screening sanitario.
Le novità hanno richiesto una riorganizzazione dell’Ufficio immigrazione e la formazione del personale. “Non pensate che un mese sia sufficiente per organizzare un nuovo sistema informatizzato che consenta di lavorare a livello europeo e introdurre nuove forme di fotosegnalamento e verifica delle impronte”, ha sottolineato Romeo. Il prefetto ha aggiunto che la Questura di Siena è stata tra le prime in Italia ad adeguarsi alle nuove disposizioni.
La priorità, adesso, è rappresentata dai migranti che dormono all’aperto in città. In base alle verifiche delle forze dell’ordine, si tratta di circa quaranta cittadini pakistani. La Questura ne convoca cinque ogni giorno per completare gli accertamenti previsti.
“Non stanno creando alcun disturbo, ma non è consentito che possano rimanere fuori”, ha precisato Romeo. Il percorso viene portato avanti insieme a Caritas, associazioni di volontariato e Asl. Se dai controlli non emergono impedimenti, le persone vengono progressivamente accolte nei Centri di accoglienza straordinaria.
“Oggi siamo a quindici migranti che erano fuori e che abbiamo già inserito nei Cas – ha concluso il prefetto –. Procederemo così anche nei prossimi giorni, ovviamente se avranno i requisiti”.