Mobilità lenta, una legge per valorizzare i cammini della Toscana: ecco la proposta di Casa Riformista

In Consiglio regionale il progetto per un sistema integrato di mobilità lenta. Al centro la Via Francigena e la rete dei percorsi storici: "Volano per turismo, cultura e sviluppo delle aree interne"

Di Lorenzo Agnelli | 13 Marzo 2026 alle 11:00

Una legge regionale per valorizzare e coordinare la rete dei cammini della Toscana, a partire dalla Via Francigena, ma con l’obiettivo di dare una cornice normativa a tutti gli itinerari a piedi del territorio. È la proposta depositata in Consiglio regionale dal gruppo Casa Riformista, che punta a riconoscere alla mobilità lenta un ruolo strategico non solo turistico, ma anche culturale, ambientale e sociale.

La proposta di legge, protocollata come pdl 11 “Sistema integrato regionale di mobilità lenta”, è stata presentata dai consiglieri Federico Eligi, Francesco Casini, Stefania Saccardi e Vittorio Salotti e mira a sostituire l’attuale normativa regionale del 2018, introducendo un quadro più coordinato per la promozione e la gestione dei cammini storici e naturalistici.

L’idea di fondo è creare un sistema unico capace di rafforzare manutenzione, programmazione e promozione dei percorsi, valorizzando allo stesso tempo il patrimonio paesaggistico e culturale della regione. Cammini che, secondo i proponenti, non rappresentano solo un prodotto turistico ma anche uno strumento di tutela del territorio e di sviluppo sostenibile, soprattutto nelle aree interne.

“La Toscana è un capolavoro e scoprirla a passo lento è sicuramente il modo migliore per viverne l’autenticità – ha spiegato il capogruppo Francesco Casini presentando la proposta -. Con questa legge vogliamo valorizzare i percorsi storici e culturali che attraversano la nostra regione, dalla Francigena ai cammini francescani, promuovendo anche le zone più interne e meno conosciute. È un’opportunità per rafforzare il turismo, ma anche per mettere in luce il patrimonio paesaggistico, storico e culturale della Toscana”.

Tra i promotori dell’iniziativa c’è il consigliere Federico Eligi, che ha sottolineato come il fenomeno della mobilità dolce sia già oggi molto diffuso: “La rete dei cammini promossa dalla Regione copre quasi 2.000 chilometri, ma in Toscana esistono oltre 50 itinerari. È una realtà che non può essere ignorata e che merita di entrare in modo strutturato negli strumenti di programmazione regionale, con sostegno, promozione e una maggiore diffusione della cultura del camminare”.

Secondo Eligi, i cammini rappresentano anche un fattore di tenuta economica per le aree interne, grazie all’indotto generato dal turismo lento. Un ruolo particolarmente evidente proprio lungo la Via Francigena, che attraversa la Toscana da nord a sud e che negli ultimi anni ha registrato una crescita costante di pellegrini e camminatori.

La proposta di legge prevede inoltre una clausola valutativa che consentirà al Consiglio regionale di monitorare nel tempo l’attuazione della norma e i risultati ottenuti.

Sul futuro della Francigena pesa anche una prospettiva internazionale. Come ricordato dallo stesso Eligi, è in corso il percorso di candidatura del celebre itinerario alle liste del patrimonio mondiale dell’UNESCO, proposta sostenuta dal governo italiano dopo un progetto promosso proprio dalla Regione Toscana. Un eventuale riconoscimento che potrebbe aumentare ulteriormente l’attenzione verso i cammini e il turismo lento.

L’obiettivo dichiarato dai promotori è chiaro: trasformare la rete dei cammini in un vero sistema regionale della mobilità lenta, capace di connettere paesaggi, borghi e memoria storica e di diventare, allo stesso tempo, una leva di sviluppo sostenibile per tutto il territorio toscano.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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