Prosegue lo scontro politico attorno alle parole del Rettore dell’Università per Stranieri di Siena Tomaso Montanari, finite al centro della polemica nazionale dopo le dichiarazioni pronunciate durante un incontro sul referendum sulla Magistratura. Dopo la richiesta di scuse avanzata dal presidente del Senato Ignazio La Russa e la richiesta di dimissioni da parte del deputato di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti, il rettore torna a difendere la propria posizione.
Interpellato sulla vicenda e sulle critiche ricevute dalla politica, Montanari ha rivendicato con forza l’autonomia dell’Università.
“L’Università è autonoma, lo dice l’articolo 33 della Costituzione – ha dichiarato –. Nessun deputato ha diritto di chiedere le dimissioni di un rettore”.
Il rettore ha poi respinto le accuse e sottolineato come il ruolo della politica non debba interferire nella vita delle istituzioni accademiche. “Io non chiedo le dimissioni dei deputati che partecipano a manifestazioni in cui sono presenti rappresentanti di Casaggì di Firenze, che ha un editore che pubblica testi terroristici, quelli di Terza Posizione con l’apologia. Non mi permetto di farlo da rettore e vorrei lo stesso rispetto”.
Secondo Montanari, dunque, la polemica sollevata in questi giorni rappresenterebbe un’ingerenza nella sfera universitaria. “Negli affari dell’università entra solo l’università – ha aggiunto –. Sarà il caso che lo capiscano, perché non era così nel ventennio fascista”.
Le dichiarazioni arrivano mentre continua il confronto politico sulla vicenda, che nelle ultime ore ha assunto un rilievo nazionale, coinvolgendo direttamente le più alte cariche istituzionali e riaccendendo il dibattito sul rapporto tra politica e autonomia accademica.