Una stagione con la neve, ma segnata da troppe difficoltà sul fronte degli impianti, in modo particolare sul versante senese. È questa la fotografia dell’inverno sul Monte Amiata secondo ASEA, l’Associazione per lo sviluppo economico dell’Amiata, che interviene chiedendo una governance unitaria e una strategia pubblica per l’intero comprensorio sciabile.
Il Consiglio dell’associazione esprime innanzitutto apprezzamento per l’iniziativa del Comune di Castel del Piano che ha avviato l’acquisto delle due sciovie presenti nel comprensorio. Un’operazione che, per ASEA, rappresenta un primo passo concreto verso il rilancio della montagna.
Ma accanto a questo segnale positivo, l’associazione non nasconde le criticità emerse durante la stagione appena trascorsa, che coinvolgono direttamente anche il territorio di Abbadia San Salvatore.
Dal punto di vista climatico, infatti, l’inverno non è stato affatto negativo: le perturbazioni e le temperature hanno garantito diverse nevicate e condizioni complessivamente buone per lo sci. Tuttavia, proprio mentre la montagna offriva opportunità e il versante grossetano si dava da fare, quello senese ha sofferto per la scarsa operatività di diversi impianti.
In particolare, viene evidenziata la situazione della seggiovia che collega il Cantore con la Vetta, rimasta praticamente ferma per gran parte della stagione sciistica, limitando di fatto la piena fruibilità dell’area.
Per ASEA questo rappresenta uno dei nodi più urgenti da affrontare, perché senza impianti efficienti diventa difficile valorizzare il potenziale turistico della montagna, sia in inverno sia nelle altre stagioni.
L’associazione richiama inoltre il quadro normativo introdotto dalla nuova legge regionale che riconosce gli impianti di risalita come veri e propri impianti sportivi. Un passaggio che rafforza la convinzione dell’associazione: la proprietà pubblica degli impianti è fondamentale per garantire una gestione strategica del territorio.
Da qui la proposta di ASEA: allargare il percorso avviato da Castel del Piano anche agli altri impianti del comprensorio, compresi quelli del versante senese, e arrivare alla costituzione di una società pubblica partecipata che riunisca la Regione Toscana, i Comuni di Abbadia San Salvatore, Castel del Piano e Seggiano, oltre alle due Unioni dei Comuni dell’Amiata, già proprietarie degli impianti di innevamento artificiale.
L’obiettivo è mettere finalmente a sistema tutte le infrastrutture della montagna, affiancando interventi di ammodernamento e una gestione coordinata.
Per ASEA, infatti, gli impianti non devono essere pensati solo per lo sci, ma come infrastrutture turistiche utili durante tutto l’anno, dal bike park delle Macinaie alle attività outdoor estive.
La conclusione dell’associazione è netta: senza una regia unica e una visione condivisa dell’area sciabile, il futuro economico e turistico dell’Amiata rischia di restare frenato proprio dai suoi impianti.