“Non ricordo”. Bernardo Mingrone, ascoltato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi l’ha usata spesso questa espressione. L’ex dirigente dell’area finanza di Banca Mps era presente dentro la sede di Rocca Salimbeni la sera nella quale il responsabile della comunicazione dell’Istituto di credito fu ritrovato morto nel vicolo di Monte Pio. Insieme a Giancarlo Filippone fu una delle due persone a scendere in strada per sincerarsi delle condizioni di David, chiamando per altri soccorsi. Dalla sua testimonianza non sono però emersi dettagli rilevanti, eccezion fatta per una cena dove Rossi, pochi giorni prima del decesso, avrebbe comunicato la propria angoscia per la vicinanza a Giuseppe Mussari.
“Durante la cena mi ricordo che ci raccontò di aver perduto il padre da non molto e che era molto stressato dal fatto che le autorità inquirenti lo associassero a Mussari. Dava l’impressioni di sentirsi ingiustamente perseguitato dalle autorità” ha dichiarato Mingrone.
Per quelle dichiarazioni, ma non solo, Mingrone si è detto convinto che Rossi non sia stato ucciso. “Credo che si sia suicidato, e lo credo fortemente – ha detto Mingrone – Non posso esserne certo perché non ho la prova provata. Quello che ho è la sensazione che ho avuto quella sera a cena, che fossi di fronte a una persona turbata. Da quello che ho appreso successivamente, sul fatto che abbia scritto delle mail in cui minacciava il suicidio, io credo che si sia suicidato”.
Prima del finanziere è stato ascoltato anche il giornalista Pierangelo Maurizio, che ha portato una serie di spunti frutto delle sue inchieste. Nelle prossime settimane, oltre alla mental coach Carla Ciani, all’imprenditore Fulvio Muzzi e a Chiara Galgani, membro dello staff comunicazione della Banca, saranno sentiti Emanuele Dragoni, proprietario dello scooter parcheggiato nel vicolo la sera del 6 Marzo, e l’avvocato Giancarlo Pittelli, che, intercettato nell’ambito dell’inchiesta “Rinascita Scott” ha sostenuto che Rossi sia stato ucciso.