Gli atti dell’audizione dell’avvocato Luca Goracci finiscono alla Procura della Repubblica di Roma. Lo ha deciso la Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, dopo aver riscontrato divergenze e incongruenze emerse nel corso della testimonianza svolta questa mattina a Palazzo San Macuto.
L’audizione ha evidenziato elementi in contrasto con documentazione già acquisita e con precedenti dichiarazioni rese dallo stesso Goracci. A spiegare la decisione è stato il presidente della Commissione, Gianluca Vinci: “Abbiamo sentito l’avvocato Goracci perché vi erano incongruenze con altre testimonianze e con alcuni documenti. Abbiamo chiesto spiegazioni, ma la maggior parte di queste differenze permangono. Al termine dell’audizione l’ufficio di presidenza ha quindi deciso di inviare gli atti alla Procura della Repubblica di Roma. Riteniamo – aggiunge – che qualcosa di incongruente sia stato detto e chiediamo alla magistratura di valutare se vi siano profili penali nelle dichiarazioni rese davanti alla Commissione”.
Il presidente non è entrato nei dettagli, anche per la presenza di passaggi secretati, ma ha confermato che le divergenze riguardano alcuni dei nodi centrali della ricostruzione della sera della morte di Rossi. Goracci, che in passato aveva svolto un’attività investigativa per conto della famiglia, aveva affrontato diversi aspetti del caso, dalle risultanze delle sue indagini alle informazioni raccolte da terzi, oggi messi a confronto con versioni differenti in mano alla Commissione.
I prossimi passaggi: “La prossima settimana — ha annunciato Vinci — probabilmente audiremo il commercialista di Giovanni Fava, che nelle scorse settimane ha fornito interviste televisive e documentazione relativa alla propria attività del 6 marzo 2013. Abbiamo ritenuto utile convocarlo per avere informazioni direttamente da lui”.