“Nella prossima settimana ascolteremo il dottor Robbi Manghi che presenterà una nuova perizia, non un’integrazione, sulle lesioni al volto e al corpo di David Rossi”. Lo ha rivelato Gianluca Vinci, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte dell’ex capo comunicazione di banca Mps deceduto il 6 marzo 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio a Siena. Lo stesso medico legale, a dicembre scorso, aveva presentato i risultati di un perizia sulle ferite rinvenute sul polso sinistro di Rossi. “Le ferite in questione sono quelle che da sempre vengono considerate non compatibili con la caduta e che, presumibilmente, si sarebbero potute verificare all’interno dell’ufficio del manager” ha aggiunto Vinci specificando: “La prima perizia era infatti focalizzata solo sul polso e sulle modalità di uscita dalla finestra; visto l’esito positivo di quel primo approfondimento, abbiamo dato mandato a Manghi, con il supporto del Ris dei Carabinieri di Roma, di svolgere ulteriori verifiche sulle altre ferite, in particolare su quelle al volto e su altre parti del corpo, per le quali ad oggi non c’è certezza sulla modalità di formazione”.
L’audizione del medico legale sarebbe in programma per martedì 24 febbraio, mentre il 6 marzo, a 13 anni esatti dalla morte di Rossi, la commissione parlamentare d’inchiesta sarà a Siena per un incontro con la stampa finalizzato ad illustrare i lavori svolti fino ad oggi.
Pista della ‘ndrangheta a Siena, chiesta la documentazione alla Dda e alla Procura
“Nell’Ufficio di Presidenza abbiamo inoltre approfondito un altro aspetto che fin dall’inizio aveva attirato la nostra attenzione: la filiale di Viadana di in cui si trovava un libretto al portatore con un codice coincidente con un numero rinvenuto sul cellulare di Rossi la sera della morte” ha aggiunto Vinci specificando che “quella filiale è emersa anche nell’ambito dell’Operazione Grimilde, che ha ricostruito l’attività della cosca riconducibile a Nicolino Grande Aracri, ritenuta attiva nel Centro-Nord Italia”.
“Inoltre, il 12 febbraio si è aperto a Siena un processo che riguarda presunte operazioni di riciclaggio legate proprio al clan Grande Aracri, su fatti risalenti al 2007 e collegati anche all’Operazione Emilia, che precede Grimilde” ha detto ancora Vinci rivelando: “Per questo motivo abbiamo richiesto i fascicoli alla Direzione distrettuale antimafia competente, alla Procura di Siena e al Tribunale, per verificare se vi siano elementi ulteriori che possano chiarire quella che inizialmente appariva come una coincidenza, cioè la presenza del numero di quella filiale sul telefono di Rossi”. “Nelle prossime settimane i lavori della Commissione si concentreranno quindi su due fronti: da un lato la nuova perizia di Manghi sulle lesioni, che verrà illustrata martedì alle 13.30; dall’altro l’acquisizione e l’analisi della documentazione relativa al clan Grande Aracri, per capire se vi siano collegamenti con il contesto in cui maturò la morte di Rossi o con ciò che si muoveva a Siena in quel periodo” ha concluso Vinci.