“L’assegnazione del fascicolo per l’omicidio di David Rossi alla Procura di Siena è una decisione inopportuna e sbagliata. La nuova fase dell’inchiesta non può essere affidata allo stesso ufficio che ha già condotto le prime indagini, sulle quali nel tempo si sono accumulate criticità tali da incidere sulla percezione di imparzialità”
Lo dichiara in una nota l’on. Walter Rizzetto (FdI), primo proponente della Commissione di inchiesta sulla morte di David Rossi e membro della stessa e presidente della Commissione Lavoro della Camera.
“È indiscutibile che nelle indagini vi siano state violazioni delle regole procedurali che hanno compromesso l’accertamento dei fatti. Permangono, poi, rilievi significativi sui primi accertamenti tecnici e su passaggi investigativi che avrebbero richiesto ben altri livelli di approfondimento. Il codice di procedura penale prevede strumenti chiari a tutela della terzietà: vanno quindi fatti valere principi come quelli stabiliti dall’art.45 sui casi di rimessione. Tra l’altro lascia perplessi la scelta da parte della Procura di Siena di aprire il fascicolo modello 45, vale a dire un registro riservato ad atti non costituenti notizia di reato. Una vicenda così grave e complessa, oggetto di una Commissione parlamentare d’inchiesta e di nuovi elementi investigativi, non può essere ricondotta a una valutazione meramente amministrativa. Il punto non è mettere in discussione singole persone, ma garantire fino in fondo la credibilità e la terzietà dell’azione giudiziaria. Per rispetto della famiglia, dell’opinione pubblica e della stessa magistratura, dovrebbe essere la stessa Procura ad astenersi sulla nuova inchiesta, che deve nascere in un contesto libero da ombre e da ogni possibile conflitto, anche solo percepito. Solo così si potrà arrivare a un accertamento pieno e definitivo della verità“, conclude.