“Presidente, è una frattura del capitello radiale che non si può produrre con un meccanismo di torsione”. Durante l’audizione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, il professor Vittorio Fineschi, consulente della prima Commissione Parlamentare d’inchiesta, chiarisce subito la propria posizione: quella lesione, per caratteristiche e letteratura, è “tipica da caduta e d’urto” e non compatibile con una torsione del braccio dietro la spalla.
Il limite: “No alla ricostruzione cinematografica”
Fineschi delimita anche il perimetro dell’analisi: “Non ci siamo mai permessi di fare una proiezione cinematica, perché le cinematiche sono soggettive. Le interpretazioni lasciano il tempo che trovano– aggiunge, in merito alla ricostruzione video promossa dalla commissione attuale (QUI IL VIDEO) –Un conto è spiegare le lesioni, un conto è raccontare la dinamica”. Secondo il medico legale, il quadro complessivo – un corpo di 70 chili precipitato da quasi 14 metri con impatto violento – spiega la gran parte delle lesioni scheletriche. Ma la frattura del capitello radiale resta un punto centrale.
Il metodo: solo dati oggettivi
Accanto a lui, il dottor Roberto Testi, anche lui consulente della prima Commissione Parlamentare d’inchiesta, conferma l’impostazione: “Noi ci siamo limitati a definire le lesioni e la loro possibile origine”. Per lui il punto chiave è l’ecchimosi sul palmo della mano sinistra. Testi è netto: “Quell’ecchimosi sul palmo della mano non è compatibile con un afferramento, ma è solo compatibile con un urto”. Poi rafforza il ragionamento con un riferimento diretto alla propria esperienza: “Questo è il mio parere, ma è un parere, diciamo, di un artigiano medico legale. Circa 3.500 morti li ho visti e non avrei dubbi a sostenerlo con chiunque che quella lesione non è stata una lesione d’afferramento”. Secondo Testi, una presa sul polso può lasciare un’impronta compatibile con l’orologio, ma non un’ecchimosi così estesa sul palmo. “Se avessi una stretta così forte da determinare un’ecchimosi sul palmo, si determinerebbe anche sul dorso della mano, dove invece non c’è”.
Le lesioni al volto: “Non sono da taglio”
Poi l’audizione si sofferma sul volto, Fineschi chiarisce:“Non sono lesioni da taglio”. Si tratta di escoriazioni superficiali da sfregamento. E precisa: “Lesioni da taglio non ne ha nemmeno una. Ci tengo per onorabilità professionale”.
La posizione di Manghi: “Non è da caduta”
Durante l’audizione interviene anche il consulente della Commissione attuale, Robbi Manghi, che propone una lettura opposta sulla frattura. “Le fratture da impatto hanno andamento laterale. Questa è mediale, lineare e composta: difficilmente attribuibile a quel meccanismo”. E aggiunge: “La caduta è prevalentemente sull’emicorpo destro. Non vedo attività dinamica dell’arto sinistro che possa giustificare una lesione al gomito”. Secondo Manghi, quindi, manca una base oggettiva per collegare quella frattura alla caduta. “La bibliografia dice questo, ma non c’è prova che quel meccanismo sia avvenuto”.
Il confronto tecnico resta aperto
Testi conferma la propria posizione: “Rimaniamo della nostra opinione, supportata da letteratura scientifica”. Sul tema delle lesioni al volto, il confronto si riapre anche sul linguaggio tecnico. Fineschi ribadisce: “Non si dica che non so distinguere un’escoriazione da una lesione da taglio. Non ce ne sono”. Manghi, dal canto suo, precisa di aver individuato un impatto dell’emivolto sinistro sulla barra metallica del davanzale, escludendo oggetti taglienti.
Il “mosaico” e i limiti della medicina legale
Nella parte finale dell’audizione, Fineschi chiarisce il quadro generale: “Noi non possiamo escludere né che si tratti di un suicidio né che si tratti di un fatto diverso dal suicidio”. E aggiunge: “Le indagini sono tante tessere di un mosaico. Noi forniamo una o due tessere. Il resto non lo possiamo dire”.
La chiusura della Commissione
La Commissione ha disposto l’acquisizione della documentazione scientifica citata, inclusa la bibliografia e gli elementi tecnici relativi all’orologio. L’audizione si è conclusa con il permanere di valutazioni divergenti sul piano medico-legale e con un contraddittorio ancora aperto su uno dei punti centrali dell’inchiesta.