Morte Tiziana Maurizi, l’amica tunisina in aula nega tutto: “Mai presi dei soldi”

Clamorose dichiarazioni rilasciate in aula dalla donna accusata di aver indotto al suicidio la tabaccaia di Poggibonsi, spillandole 400mila euro

“Non ho mai preso del denaro da Tiziana Maurizi”. Così sì è difesa in aula la donna tunisina di 59 anni che si sarebbe spacciata, con l’aiuto di un complice, per un santone guaritore, sfilando con l’inganno 400mila euro alla 62enne tabaccaia di Poggibonsi, che si è poi suicidata alla fortezza del Cassero dandosi alle fiamme per la disperazione.

La tunisina, alla quale è contestato il reato di truffa aggravata e di istigazione al suicidio, aveva chiesto ed ottenuto il rito abbreviato, condizionato all’esame dell’imputato: di fronte al gup Lippini, la donna ha clamorosamente rigettato tutte le accuse, modificando anche la versione dei fatti resa al pm, sostenendo addirittura di non aver ricevuto soldi dalla signora Maurizi e di non aver mai messo in atto alcuna truffa. Un racconto che ha lasciato stupiti molti in aula. La palese discordanza tra gli atti dell’accusa e le parole dell’imputata ha così suggerito al giudice di rinviare la sentenza a fine gennaio, quando arriverà una decisione anche sul patteggiamento chiesto dal complice della tunisina.

C.C

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