“I dati aggiornati a gennaio 2026 mostrano un importante calo degli infortuni mortali in Toscana: rispetto allo stesso periodo del 2025 si registra, infatti, una diminuzione del 67%, un segnale positivo che dimostra l’efficacia delle misure di prevenzione e sicurezza adottate nei luoghi di lavoro. Nonostante questo dato rappresenti un chiaro segnale di miglioramento, il calcolo dell’incidenza per milione di occupati porta comunque la regione in zona arancione, sottolineando l’importanza di proseguire negli sforzi di prevenzione nelle province più vulnerabili. Pisa e Livorno rientrano in zona rossa secondo la nostra mappatura dell’emergenza, mentre le altre province fortunatamente non registrano vittime, confermando come molte aree siano oggi più sicure.” Questo è il commento del Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, Mauro Rossato, in merito ai dati sugli infortuni in Toscana aggiornati al mese gennaio.
IL RISCHIO DI MORTE IN TOSCANA, PROVINCIA PER PROVINCIA, A GENNAIO 2026
Per individuare le aree più fragili d’Italia sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza della mortalità.
La zona arancione, quella in cui si trova la Toscana raggruppa le regioni con incidenza di mortalità sul lavoro superiore alla media nazionale.
A fine gennaio 2026, il rischio di infortunio mortale in regione si attesta a 1,2 morti per milione di occupati.
Per quanto riguarda le incidenze, nel dettaglio, in regione troviamo Livorno e Pisa in zona rossa con un’incidenza di mortalità rispettivamente pari a 7,1 e 5,4.
Nel dettaglio, in regione si registrano due vittime in occasione di lavoro: una in provincia di Livorno e l’altra a Pisa.
Le altre province toscane, Arezzo, Firenze, Grosseto, Lucca, Massa Carrara, Pistoia, Prato e Siena sono in zona bianca con nessun caso registrato.
COS’È L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI
L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.