Mps-Banco Bpm, prende quota l'ipotesi fusione: Siena al centro del nuovo risiko bancario

I Cda potrebbero riunirsi entro fine luglio per valutare l'operazione. L'obiettivo è creare il terzo polo del credito italiano e contrastare l'Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Rocca Salimbeni

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Prende forma una nuova mossa nel risiko bancario italiano e Siena torna al centro della partita. Monte dei Paschi e Banco Bpm starebbero infatti valutando una fusione per dare vita al cosiddetto “terzo polo” del credito italiano, un gruppo capace di competere con i due giganti del settore, Intesa Sanpaolo e Unicredit.
Secondo le indiscrezioni, i consigli di amministrazione delle due banche potrebbero riunirsi entro la fine di luglio per esaminare diversi scenari: un’offerta di Banco Bpm su Mps, un’offerta di Mps su Banco Bpm oppure, ipotesi che al momento appare la più concreta, una fusione tra i due istituti.
Ma perché questa operazione è così importante?
L’obiettivo sarebbe duplice. Da una parte creare una banca più grande e più forte. Dall’altra contrastare l’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi, che punta a rilevare la storica banca senese.
Per Mps e Banco Bpm, unirsi significherebbe presentarsi al mercato con dimensioni tali da rendere molto più difficile il successo dell’operazione di Intesa.
C’è poi un altro aspetto che rende questa sfida ancora più strategica. Dietro il risiko bancario non c’è soltanto il controllo delle banche, ma anche quello di Generali, il principale gruppo assicurativo italiano. Attraverso Mps passa infatti anche Mediobanca, che è uno dei maggiori azionisti di Generali. Ed è proprio questo l’asset più ambito dai grandi protagonisti della finanza.
Resta però aperto anche il tema dell’azionariato. Banco Bpm ha come primo socio Crédit Agricole, mentre nel capitale di Mps è presente Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio. Un elemento che alimenta il dibattito sul peso degli investitori francesi nella nascita del nuovo gruppo.
Per il momento si tratta di indiscrezioni. Le prossime riunioni dei consigli di amministrazione e la presentazione dei risultati semestrali, prevista all’inizio di agosto, diranno se il progetto di fusione diventerà una proposta concreta oppure resterà soltanto uno degli scenari del risiko bancario che continua a tenere con il fiato sospeso Siena e il sistema del credito italiano.



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