Mps, De Mossi: “No alla liquidazione, serve progetto industriale bancario”

Il sindaco appoggia il progetto di rilancio della Lega: "Non si può rottamare un brand con 700 anni di storia. Si ragioni di collocare la città in altri settori, anche implementando i trasporti su rotaia"

Presente al comizio pubblico di oggi in piazza Salimbeni del leader della Lega Matteo Salvini a sostegno del candidato alle suppletive Tommaso Marrocchesi Marzi, il sindaco Luigi De Mossi ha dato la sua approvazione al progetto di rilancio di Mps avanzato dal Carroccio, che punta ad evitare lo smembramento della banca e la vendita dello storico marchio.

“Il tema è quello di una banca per le piccole e medie imprese che possa raggruppare vari microcosmi bancari e finanziari – spiega il sindaco – è inaccettabile che un marchio, precedente alla scoperta dell’America, venga rottamato come una macchina vecchia, abbiamo diritto di scegliere il destino del marchio e della banca, entrambi sono stati costruiti dalla popolazione in 700 anni, abbiamo tanti dipendenti molto aziendalisti. Una liquidazione è inaccettabile. Serve un progetto industriale bancario, qualcosa che riguardi l’Italia, ci impegneremo a fondo per portare avanti questa proposta, Marzi lavorerà per questo”.

“Mi aspetto che si inizi a ragionare di collocare la città in altri settori, per mantenere l’eccellenza bisogna avere il coraggio di fare scelte precise: Marzi può farlo conoscendo il territorio, penso al settore delle scienze della vita” ancora De Mossi “dobbiamo implementare i trasporti, quello su rotaia, siamo una città insulare dallo splendido isolamento. Per mantenere il turismo ad alti livelli, per far tornare gli ospiti e attivare un circolo virtuoso, serve implementare i trasporti” conclude.

“C’è una cosa che non permetteremo: la svendita della banca più antica del mondo. Dobbiamo difendere MPS, la sua storia e il suo valore economico-sociale – ha aggiunto Marrocchesi Marzi – Finalmente c è una ipotesi un opportunità diversa: Unicredit vuole comprare a prezzo irrisorio la parte buona della banca, poi l’uscita di 200 sportelli del sud. Sui senesi c’è un impatto sociale ed economico, una macelleria sociale, solo sulle nostre spalle”.