Mps, Di Marcello (Fisac Cgil): “Redistribuzione degli utili anche ai dipendenti”

Il sindacalista: “Risultati del bilancio merito delle lavoratrici e dei lavoratori”

Di Cristian Lamorte | 12 Febbraio 2026 alle 17:00

All’indomani degli ottimi risultati di bilancio 2025 di banca Mps che hanno attestato un utile di oltre 3 miliardi, la Fisac Cgil pone l’accento sul ruolo e sui meriti dei dipendenti che hanno tenuto duro negli anni tempestosi di Rocca Salimbeni e che si sono rimboccati le maniche nel momento del bisogno. Meriti riconosciuti, perlomeno in parte, dai recenti accordi sindacali e che adesso guidano a guardare con rinnovato ottimismo al futuro e al matrimonio con Mediobanca.

I positivi risultati di bilancio del gruppo Montepaschi sono indiscutibilmente ascrivibili all’eccezionale lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori – sottolinea Federico Di Marcello della Fisac Cgil Gruppo Mps. Infatti, se nel recente passato, questi risultati probabilmente provenivano dall’andamento dei tassi che era particolarmente favorevole per le banche, in questo momento, in una dinamica di tassi in ribasso, è preponderante il lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori. Sono risultati che a questo punto possiamo considerare non più occasionali per il Monte dei Paschi che, insieme all’allargamento del gruppo con l’acquisizione di Mediobanca, certificano il definitivo rilancio del Monte”.

Ma se i risultati di bilancio porteranno ad un maxi dividendo per gli azionisti, adesso il sindacato chiede che a fruire degli utili non siano solo i soci ma anche i lavoratori.

Questa situazione ha permesso e sta permettendo giustamente la distribuzione degli utili agli azionisti e ricchi dividendi – aggiunge Di Marcello -. Ha permesso nel recente passato anche il raggiungimento di importanti accordi sindacali e applicativi che mancavano da tempo per le lavoratrici e i lavoratori del gruppo Monte dei Paschi. A questo punto come Fisac sicuramente però chiediamo che la redistribuzione degli utili avvenga in maniera equa anche nei confronti dei dipendenti, perché è giusto che crescano i guadagni per gli azionisti ma è giusto anche che crescano allo stesso modo per le lavoratrici e per i lavoratori”.

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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