La partita sul futuro di Banca Monte dei Paschi di Siena entra in una fase delicata. Il consiglio di amministrazione di Mps, riunitosi in seduta straordinaria il 12 ottobre, ha esaminato le modifiche all’offerta di Intesa Sanpaolo, senza però annunciare nuove iniziative in grado di cambiare gli equilibri della contesa. Resta confermata la data dell’assemblea degli azionisti, fissata per il 29 ottobre. Al centro del confronto ci sono due diverse visioni del futuro della banca senese. Da una parte il progetto sostenuto dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio, che punta sull’operazione con Banco Bpm e Banca Generali; dall’altra la proposta di Intesa Sanpaolo, che ha ritoccato il corrispettivo di 25 centesimi, subordinando la prosecuzione dell’offerta alla bocciatura del piano alternativo.
Mps difende il progetto industriale
Nella nota diffusa al termine del consiglio, Mps ribadisce che il progetto con Banco Bpm e Banca Generali è stato concepito per rafforzare la dimensione del gruppo, diversificare le fonti di ricavo e garantire agli azionisti una partecipazione significativa al valore futuro della nuova realtà bancaria. Secondo la banca senese, il piano presenta un solido razionale industriale ed economico e consente di valorizzare l’identità e l’integrità di Mps. Un elemento che assume particolare rilievo per Siena, dove il Monte rappresenta non soltanto un istituto di credito, ma anche una realtà storicamente legata al territorio. Di segno diverso la valutazione dell’offerta di Intesa Sanpaolo. Secondo il cda di Mps, il progetto comporterebbe una separazione delle attività della banca in differenti perimetri proprietari e industriali, anche in relazione alla prospettata cessione di metà della rete a Unipol.
Le critiche all’offerta di Intesa
Il consiglio di amministrazione sottolinea inoltre che l’incremento del corrispettivo non elimina le criticità dell’operazione. Il premio riconosciuto agli azionisti, secondo Mps, rimarrebbe inferiore alla media delle offerte registrate nel settore bancario. A pesare è anche l’incertezza sul completamento dell’operazione. La proposta di Intesa resta legata a ulteriori passaggi societari e autorizzativi, compresa la valutazione dell’Antitrust, che ha avviato un’istruttoria. Per Mps, gli azionisti rischiano quindi di essere chiamati a prendere decisioni determinanti per il futuro della banca senza disporre ancora di tutti gli elementi necessari per valutare compiutamente l’offerta.
Il nodo del 29 ottobre
La data da segnare in calendario resta quella del 29 ottobre, quando l’assemblea sarà chiamata a esprimersi sui punti all’ordine del giorno. Secondo quanto emerge dal confronto, l’opposizione di una parte significativa del capitale potrebbe impedire l’approvazione del progetto alternativo sostenuto da Lovaglio. Il dato politicamente e finanziariamente più rilevante è che, al momento, non emerge una terza strada concreta. Il consiglio ha ribadito la propria posizione, ma non ha presentato un piano alternativo capace di superare lo stallo. La divisione interna al board conferma inoltre quanto il confronto sia delicato: anche in questa occasione, una minoranza ha manifestato il proprio dissenso rispetto ai contenuti del comunicato.