Mps, Meloni: "Non escludiamo di cedere il 5%, ma non c’è fretta"

La premier sul possibile terzo polo bancario: “Utile per il sistema, ma il governo ma il governo non ha l'autorità e i mezzi per fare questo”

Di Redazione | 9 Gennaio 2026 alle 15:00

Il governo non esclude una possibile cessione della quota detenuta in Monte dei Paschi di Siena, ma senza alcuna urgenza. A chiarirlo è stata la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno. “Oggi deteniamo meno del 5% delle quote di Mps. Non escludiamo che le cediamo, non c’è fretta – ha affermato-. Ma proprio perché non la controlliamo non abbiamo voce in capitolo sul terzo polo bancario, su cui comunque lei saprà cosa penso. Io penso che sia utile al nostro sistema bancario nel complesso, ma il governo non ha l’autorità e i mezzi per fare questo”.

La premier ha poi affrontato anche il tema delle inchieste in corso: “Non sono preoccupata. Mi pare che anche la procura abbia detto che, per quello che riguarda il governo, nelle nostre azioni non c’è niente di illegittimo”. Meloni ha anche ripercorso il percorso che ha portato alla progressiva riduzione della partecipazione pubblica in Mps. “Lo Stato è intervenuto nel 2016 acquisendo gran parte della proprietà e assumendo contemporaneamente un impegno con l’Unione Europea: scendere sotto il 20% delle quote entro il 2021, poi diventato 2024. È quello che abbiamo fatto noi”.

“Siamo partiti da una quota del 64% – ha aggiunto – e abbiamo svolto un lavoro serio che ha consentito una rivalutazione delle azioni di Mps. Quando ci siamo insediati valevano circa 2 euro ciascuna, oggi valgono circa 8 euro. Questo significa che, dando seguito all’impegno preso con la Commissione Europea, abbiamo portato nelle casse dello Stato circa 2 miliardi e mezzo”.

Un risultato che, secondo la premier, ha anche un valore simbolico: “Quando Mps fu salvata si trattava di soldi degli italiani. È giusto che almeno una parte di quelle risorse sia rientrata”. “Oggi lo Stato detiene meno del 5% delle quote. Non escludo che le cederemo, ma non c’è nessuna fretta. E proprio perché non controlliamo Mps non abbiamo voce in capitolo sul terzo polo bancario. Io penso che sarebbe utile per il sistema bancario nel suo complesso, ma il governo non ha l’autorità e i mezzi per fare assolutamente nulla su questo”.



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