Nel Palazzo pubblico di Siena, il Museo civico si prepara a cambiare assetto. Questa volta il focus è la sala dei Pilastri: la Giunta comunale ha approvato lo studio e le linee d’intervento per un nuovo ordinamento della sala, prendendo atto degli elaborati tecnici e dei rilievi svolti dagli uffici della Direzione opere pubbliche, opere Pnrr e manutenzioni. L’atto è stato votato all’unanimità e dichiarato immediatamente eseguibile.
La delibera parte da un presupposto istituzionale e culturale: il Palazzo Pubblico è indicato come l’edificio più rappresentativo della vita civica senese e rientra nel perimetro del sito Unesco “Centro Storico di Siena”. In questo quadro il Comune, di concerto con la Soprintendenza competente per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, ha inquadrato un progetto più ampio di tutela e valorizzazione che riguarda il Museo Civico. Il programma è stato impostato su due passaggi: prima “Valorizzazione del museo civico: riscoprire la Quadreria”, poi il riordino della sala dei Pilastri, che ora entra nella fase tecnica.
Il primo step è già stato portato a termine: la Quadreria del Museo civico è stata riallestita e ridenominata “Galleria Civica”. I lavori risultano conclusi il 17 dicembre 2024 e collaudati l’11 febbraio 2025. L’intervento ha riguardato l’allestimento di opere di proprietà del Comune di Siena, legate all’arte senese dal XIV al XVII secolo: opere che in precedenza erano distribuite tra la Sala dei Pilastri e i depositi comunali. Proprio questo spostamento è il passaggio chiave che rende possibile la nuova fase: con il riallestimento della Galleria Civica, la sala dei Pilastri è stata liberata e può ora essere ripensata.
La finalità dichiarata non è solo “aggiungere” una stanza al percorso di visita, ma renderlo più leggibile e completo. Il progetto globale di valorizzazione mira a ricondurre ad una fruizione chiara sia l’architettura sia le collezioni del Museo Civico, stratificate e trasformate nel tempo, e punta al ripristino di un ordinamento più coerente delle raccolte, allineandolo a standard qualitativi e di fruizione più elevati. Il riferimento è anche alla necessità di dare una panoramica organica dell’arte senese dalla stagione medievale all’epoca moderna, in armonia con i contenuti legati alla Dichiarazione di eccezionale valore universale del sito Unesco.
Quanto al “che cosa” potrebbe entrare nella Sala dei Pilastri, l’idea è destinare lo spazio ad una selezione delle collezioni numismatiche del Comune – monete, sigilli e medaglie – e a nuclei di oreficeria. Si tratta, però, di un passaggio ancora in evoluzione: per attuare gli obiettivi di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale comunale, dovranno essere valutate eventuali proposte o controproposte della Direzione cultura, in particolare del Servizio Musei e Collezioni Civiche (nella foto Michelina Simona Eremita), a cui viene demandato il progetto di curatela per il riallestimento della Sala dei Pilastri.
La cornice che il Comune mette nero su bianco è ampia e non riguarda solo una stanza. Nel provvedimento della Giunta, si afferma l’interesse dell’amministrazione a definire una strategia complessiva su conservazione, valorizzazione e gestione del proprio patrimonio culturale. Gli obiettivi indicati sono concreti: migliorare le condizioni ambientali per la conservazione delle opere; restituire agli ambienti di visita una lettura storica ed estetica più chiara, eliminando elementi incongrui e limitazioni stilistiche giudicate inappropriate; riordinare in modo logico i materiali esposti; ampliare la superficie espositiva; introdurre servizi essenziali nel rapporto con il pubblico; e, infine, migliorare le strutture amministrative e gestionali. Nel settembre 1992, tra l’altro, venne eseguita una relazione “Ipotesi per una riorganizzazione del Museo Civico di Siena”, firmata da Carlo Bertelli, Mauro Civai e Carlo Nepi: una precedente traccia di riflessione sul tema.