Nannizzi (Confesercenti Siena): “Il Cura Italia è un sorso d’acqua, ne servono altri”

Per le imprese e gli autonomi senesi richieste altre misure

“Un sorso d’acqua. Vitale, ma dura poco. Ne servono altri”. Così Leonardo Nannizzi, Presidente di Confesercenti Siena, valuta le misure a sostegno di imprese e lavoratori autonomi del Decreto “Curaitalia”, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale. “Sono state fatte scelte di principio importanti, che meritano di essere apprezzate – afferma – in particolare l’estensione della cassa integrazione in deroga anche ai settori che finora ne restavano esclusi, e l’indennizzo mensile per le partite Iva. Ma per i lavoratori autonomi l’indennità di 600 euro, che sono meno di un reddito di cittadinanza, non può essere riconosciuta per un mese solo, data che la crisi sarà probabilmente molto più lunga. Per non farci sentire figli di un Dio minore bisogna che gli autonomi siano tutelati al pari di chi già beneficia degli ammortizzatori sociali”.

Secondo il Presidente di Confesercenti Siena, il complesso delle misure non tiene abbastanza conto delle difficoltà in cui si trovano gli esercenti e i lavoratori autonomi, e tutela soprattutto gli altri lavoratori e le grandi aziende. “E’ evidente che a questo provvedimento ne dovrà seguire presto un altro: anche in merito al credito d’imposta sulle locazioni commerciali, è impensabile che possa essere sufficiente un mese. I negozi, sia chi in questi giorni deve stare chiuso che chi è chiamato a stare in trincea, hanno bisogno di un accesso al credito immediato. Lo stesso vale per tante categorie che hanno già subito perdite ingenti: dagli albergatori ai ristoratori, dalle agenzie di viaggio alle guide turistiche, dagli agenti di commercio agli ambulanti. E la misura sulle locazioni dovrebbe spettare anche ad altri tipi di azienda”.

Secondo il Presidente di Confesercenti Siena “nessuno si aspetta in questo momento la soluzione per tutti i problemi economici e finanziari, ma non è stato ancora percepito cosa può accadere se le botteghe, gli hotel, i ristoranti e quindi le città dovessero restare vuote ancora a lungo. Mi rivolgo anche ai parlamentari eletti in questo territorio: dopo il sorso d’acqua serve altro”.

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