Noi Moderati Siena, il coordinatore provinciale Sergio Falciani si dimette e attacca Lupi

"Incomprensibile il no a Vannacci e l'abbandono del territorio". Addio al partito dopo le divergenze sul futuro del centrodestra e la gestione locale

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“Lupi ha dichiarato che preferisce uscire dalla coalizione piuttosto che accettare Vannacci nel centrodestra. Io la penso diversamente e tolgo il disturbo”.

Così Sergio Falciani, coordinatore provinciale di “Noi Moderati” a Siena, che prosegue: “Si interrompe oggi, con amarezza, ma con la consueta linearità e coerenza, il mio percorso nel partito. È una decisione maturata al termine di una profonda riflessione, legata a divergenze non più conciliabili sulla gestione del partito e sull’abbandono del livello locale dopo il grande lavoro svolto in occasione delle regionali, e che ora arriva addirittura a mettere in discussione persino il posizionamento del partito a centrodestra. È una scelta incomprensibile nella logica bipolare da sempre dichiarata e perseguita, che trova il compimento nella legge elettorale attualmente in discussione. Invece di lavorare ad aumentare un consenso che ci vede inchiodati all’1% scarso, per non perdere peso nella coalizione, Lupi preferisce sbarrare le porte a una forza che in meno di sei mesi è arrivata a pesare dieci volte tanto e che appartiene a pieno titolo al centrodestra, anche se questo significa consegnare il Paese alla sinistra.

Ho sempre inteso la politica come servizio, ascolto e radicamento tra i cittadini; per questo non posso avallare dinamiche verticistiche che mortificano il lavoro di chi opera sul campo. Nelle recenti elezioni regionali, la provincia di Siena, pur in un tempo limitato e praticamente senza risorse e sostegno, ha conseguito il miglior risultato a livello regionale, con comuni in cui “Noi Moderati” è risultato addirittura il primo o il secondo partito del centrodestra.

Nonostante questo, siamo stati abbandonati, isolati e tagliati fuori da qualsiasi decisione e confronto con il nazionale, che ha preferito imporre in Toscana una guida priva sia di reale consenso elettorale sia di sostegno da parte di gran parte della classe dirigente che era stata faticosamente costruita. A riprova di questo, delle 10 province toscane in cui “Noi Moderati” era riuscito a essere presente, solo Arezzo, Pisa, Livorno e Lucca sono attualmente formalmente coperte con commissari provinciali. Persino a Grosseto, provincia del commissario regionale imposto da Roma, manca un referente provinciale dopo le dimissioni di quello in carica.

Quando si ignora la centralità dei territori su cui si fonda la costruzione del consenso e si mette addirittura in discussione il centrodestra, è un atto di coerenza e rispetto per gli elettori fare un passo indietro. Un grazie di cuore va a tutte le persone, agli elettori, ai simpatizzanti e agli amici leali con cui ho condiviso questo cammino. Lascio l’incarico con la serenità di chi ha sempre agito con massima lealtà e trasparenza.

La mia passione civile e l’impegno per la mia terra non si esauriscono certo qui. Continuerò a essere a disposizione dei cittadini, del territorio e di quel centrodestra in cui continuo a credere”.

 



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