"Non fermiamo la catena della vita": l'appello di ACTI Siena dopo il caso del piccolo Domenico

Dopo la vicenda del piccolo Domenico Caliendo e l’annuncio della fondazione voluta dalla madre Patrizia, ACTI Siena richiama alla responsabilità: non generalizzare sulla malasanità e difendere la cultura della donazione di organi, che ogni anno salva migliaia di vite.

Di Redazione | 24 Febbraio 2026 alle 16:30

Dopo il caso del piccolo Domenico, il bimbo di due anni e mezzo deceduto dopo essere stato sottoposto due mesi fa al trapianto di un cuore danneggiato all’ospedale Monaldi di Napoli, Riccardo Malquori, presidente di ACTI Siena (Associazione CardioTrapiantati Italiani, sezione di Siena), intervenuto stamani in diretta a ‘Buongiorno Siena’ invita a distinguere tra le indagini in corso e il messaggio pubblico sui trapianti: sostenere la donazione e il lavoro delle équipe è, dice, una priorità etica e civile.

Il caso e il contesto

La madre di Domenico, Patrizia, ha annunciato la nascita di una fondazione intitolata al figlio, con una doppia missione: aiutare bambini in condizioni di fragilità clinica e battersi contro i casi di malasanità. Sulla vicenda giudiziaria le indagini proseguono e l’accertamento delle responsabilità spetta alla magistratura. Intanto, il mondo dei trapianti chiede di non trasformare un fatto gravissimo in un freno culturale alla donazione.

«Per un caso di malasanità non si può fare di tutta l’erba un fascio. Purtroppo possono accadere eventi inattesi, ma non trasformiamoli in un attacco generalizzato»

Donazione di organi: “un atto meraviglioso”

Per Malquori, i numeri raccontano il valore di una scelta che cambia destini.

«Nel 2025 sono stati fatti 4.600 trapianti di organi. Parliamo di persone che hanno potuto continuare a vivere in modo dignitoso grazie alla sensibilità di chi ha detto sì alla donazione»

Da qui l’appello a non lasciarsi condizionare dal clamore mediatico.

«Temiamo un irrigidirsi? Le comunicazioni non sempre sono precise. Ma la donazione è un atto meraviglioso, giusto, etico: non possiamo permetterci di fermarla»

Il lavoro di ACTI Siena al fianco di pazienti e ospedale

L’associazione opera a supporto del Policlinico Le Scotte di Siena, affiancando equipe chirurgiche e reparti, e offrendo servizi concreti alle famiglie.

«Siamo tra le poche sezioni ACTI in Italia con una struttura dedicata all’accoglienza: ospitalità gratuita ai familiari dei ricoverati. Sono momenti durissimi e facciamo di tutto per essere presenti»

La testimonianza personale

Malquori lega l’impegno associativo a una storia di famiglia.

«Mio padre è stato cardiotrapiantato: ha vissuto altri 25 anni. Dobbiamo gratitudine a medici, infermieri e tecnici che rendono possibile tutto questo»

Il messaggio finale

«Diamo spazio ai messaggi positivi. La donazione di organi è una scelta di solidarietà che salva vite: su questo non si può prescindere»



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