Notte di paura a Sinalunga, con il coltello minaccia vicini e carabinieri

Processo per direttissima: 34enne, incensurato e integrato, si pente in aula. Il giudice: “Tenga una condotta corretta”

Di Andrea Bianchi Sugarelli | 14 Gennaio 2026 alle 22:15

Notte di paura a Sinalunga, con il coltello minaccia vicini e carabinieri

“Mi raccomando a lei, tenga una condotta corretta”. Con queste parole, pronunciate quasi come un consiglio fraterno, il giudice Alessandro Maria Solivetti Flacchi ha chiuso nel tardo pomeriggio di oggi l’udienza di convalida dell’arresto e giudizio direttissimo nei confronti di un giovane di origine straniera, classe 1992, incensurato, residente a Sinalunga e perfettamente integrato da quasi trent’anni nella comunità locale.

La vicenda che lo ha visto finire nel banco degli imputati del Tribunale di Siena si è consumata nel cuore della notte appena trascorsa (14 gennaio 2026), poco dopo le due. La quiete di una via del paese è stata improvvisamente spezzata da urla, musica a tutto volume e inquietanti colpi ripetuti ad una porta. La coppia che abita nell’appartamento preso d’assalto si è trovata faccia a faccia con il 34enne, visibilmente agitato e armato di coltello. Tra la paura e il timore per la propria incolumità, i due hanno immediatamente chiamato i carabinieri. Quando i militari del Radiomobile di Montepulciano sono arrivati sul posto, non hanno potuto fare a meno di notare i segni lasciati sul portone d’ingresso, con buchi e tagli ancora freschi, probabilmente provocati dalla lama. A quel punto, i vicini hanno indicato ai carabinieri l’appartamento da cui proveniva il ragazzo straniero, distante soli pochi metri. L’abitazione presenta una porta-finestra a vetri che ha permesso ai militari di individuare subito il giovane all’interno. Ma alla vista delle divise, il ragazzo si è avvicinato minaccioso, tenendo in mano un pugnale da caccia “tipo Rambo”, con una lama lunga venti centimetri ma ancora nel fodero. Senza opporre resistenza, ha appoggiato l’arma su un termosifone come intimato. Ma la tensione non è calata: il 34 enne ha iniziato a muoversi nervosamente tra le stanze, con la musica ancora altissima, e improvvisamente ha afferrato dalla cucina un altro coltello, questa volta puntandolo effettivamente verso i carabinieri. Solo dopo l’ennesima raccomandazione, lo ha lasciato cadere a terra permettendo così di riportare la situazione alla calma.

L’intervento si è risolto solo con l’arrivo di una ulteriore gazzella a supporto. Il ragazzo, in evidente stato di agitazione ma senza segni di assunzione di alcol o droghe, è stato immobilizzato e condotto in caserma. Lì, dopo un primo momento di chiusura e silenzio, ha chiesto scusa sia ai carabinieri sia ai vicini: “Ho sbagliato. E mi scuso. È una storia lunga, ma lascio stare. Mi dispiace per quello che è successo, chiedo scusa a tutti”, ha detto, visibilmente provato e a testa bassa, davanti al giudice.

L’imputato, regolarmente residente in Italia dal 1998, in possesso di permesso di soggiorno, ex studente universitario e capace di esprimersi con inflessioni del dialetto senese, vive da solo dopo la separazione dai genitori che si trovano all’estero. Attualmente disoccupato, in attesa di un nuovo impiego, ha lavorato stagionalmente fino a settembre. In aula ha spiegato di aver reagito d’impulso, sentendosi oggetto di voci e pettegolezzi da parte dei vicini. “Si sentiva come se la gente sparlasse di lui”, ha riferito il carabiniere in aula. Un senso di persecuzione certamente allarmante, ma che non può mai giustificare una reazione violenta: un impulso che, da semplice sfogo, avrebbe potuto facilmente trasformarsi in tragedia.

Il pubblico ministero, Massimo Rossini, ha chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura dell’obbligo di firma quotidiano presso la caserma. Diversa la posizione dell’avvocata d’ufficio Beatrice Pammolli, che ha invocato un approfondimento: “Ritengo che non sia necessaria la convalida dell’arresto; chiedo un termine per la difesa, anche per valutare la possibilità di richiesta di messa alla prova”.

Dopo una breve camera di consiglio, il giudice ha convalidato l’arresto per minacce e resistenza a pubblico ufficiale, ma non ha applicato nessuna misura cautelare, disponendo la rimessione in libertà dell’imputato e il rinvio dell’udienza all’11 febbraio prossimo per il dibattimento e la sentenza.

Resta impressa, allora, quell’esortazione sincera pronunciata dal giudice, che ha guardato negli occhi il 34enne sul banco degli imputati e, quasi più da fratello che da magistrato, gli ha detto: “Mi raccomando a lei, tenga una condotta corretta”. In una stagione in cui paura e reazioni istintive sembrano dominare e avere il sopravvento, forse è proprio un invito così semplice a lasciare il segno più autentico. Un insegnamento che parla al cuore prima ancora che al diritto.

Andrea Bianchi Sugarelli

Andrea Bianchi Sugarelli è giornalista professionista con una lunga esperienza maturata nelle tv senesi e nella stampa locale dove dal 1996 ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità negli ambiti dello sport, cultura, Palio e cronaca giudiziaria. Nato a Siena nel 1973, nel corso della sua carriera ha gestito le attività di comunicazione per le Città del Vino, svolgendo anche le funzioni di portavoce e curando i rapporti istituzionali con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Agricoltura. Ha inoltre fatto parte del CdA dell’antica Biblioteca degli Intronati. Ha guidato il settore comunicazione del Siena Calcio in serie C e, tra il 2020 e il 2021, è stato responsabile della comunicazione per il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, e delle Società partecipate del Comune. Ha un percorso accademico che si è svolto nelle università di Siena e Firenze e alla Luiss Business School. È autore e co-autore di saggi di carattere storico e di attualità.



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