La crisi delle residenze universitarie a Siena resta una delle principali criticità per il diritto allo studio. Anche quest’anno, secondo i dati disponibili, sarebbero circa 600 gli studenti fuori sede che, pur avendo i requisiti di Isee e merito, non hanno trovato posto negli alloggi universitari pubblici. Una situazione che va avanti da anni e che costringe molti giovani a soluzioni temporanee, a lunghi periodi di attesa o, nei casi peggiori, a rinunciare a vivere stabilmente in città.
A margine dell’iniziativa Campus Bene Comune, dedicata al benessere abitativo della comunità accademica, il rettore dell’Università di Siena Roberto Di Pietra ha lanciato un appello diretto agli imprenditori, richiamando le nuove opportunità offerte dalla recente legge di bilancio.
Fondi e incentivi per nuovi studentati
“Nella legge di bilancio è stata rifinanziata la misura per la creazione di studentati attraverso Cassa Depositi e Prestiti – ha spiegato Di Pietra – e ci sono opportunità concrete per gli imprenditori che vogliano investire nella realizzazione di soluzioni abitative dedicate a studenti e studentesse“.
Il bando, appena pubblicato, prevede anche un importante vincolo sociale. “Il 30% dei posti dovrà essere riservato a studenti e studentesse fragili e meritevoli – ha aggiunto il rettore – ed è quindi un’opportunità che si rivolge a tutti e che ha una forte valenza pubblica”.
Un nodo centrale per il futuro dell’Ateneo e della città
Il tema degli studentati è cruciale non solo per l’Università, ma per l’intera città. La carenza di alloggi pubblici e calmierati incide sulla capacità attrattiva di Siena, aumenta la pressione sul mercato privato e rende più difficile garantire condizioni di studio e di vita adeguate a chi arriva da fuori.
“Spero davvero che questa opportunità venga colta – ha concluso Di Pietra – perché è uno degli strumenti più concreti oggi disponibili per affrontare il problema“.
L’appello del rettore si inserisce in un quadro più ampio di riflessione sull’abitare universitario come bene comune, emerso con forza durante Campus Bene Comune: senza nuove residenze e politiche strutturali, il diritto allo studio rischia di restare un principio sulla carta