Palio, Cappannoli (Bruco): "Fantino esordiente? Preferisco uno che ha già il soprannome! Con Zedde il dialogo è riaperto"

Protocollo equino 2026, proprietari soddisfatti e previsite di primavera alle porte: il capitano del Bruco lavora con ottimismo nonostante i due Palii “alla finestra”, staff rinnovato senza strappi e rapporti riallacciati con Giuseppe Zedde detto Gingillo.

Di Redazione | 5 Febbraio 2026 alle 17:30

Federico Cappannoli, capitano della Nobile Contrada del Bruco, in diretta a ‘Buongiorno Siena’, fa il punto sul nuovo Protocollo equino e sugli equilibri di Palio che si delineano in vista della stagione.

“Per quanto riguarda il Protocollo – dice – non mi pare ci siano grosse novità. È un meccanismo oleato che gira bene. Gli aggiustamenti ci sono sempre, ma siamo da tempo a un ottimo punto. Lo scotto del periodo Covid si è finito di pagare. Già dall’anno scorso c’è tanta quantità ma anche tanta qualità di cavalli: ci sarà l’imbarazzo della scelta.”

Il Bruco, in questo momento, non ha la certezza di essere sul tufo. Cambia qualcosa nelle strategie con i fantini? Per Cappannoli, no: si lavora come se si dovesse correre.

“L’inverno si imposta sempre pensando di correre almeno un Palio. Io poi sono ottimista di natura, quindi spero di esserci almeno in uno. Rafforzi i rapporti e ti fai trovare pronto. Nell’attuale Palio non si perde un treno solo perché a febbraio o marzo, in teoria, non si dovrebbe correre”.

Negli ultimi mesi si sono rincorse voci su attriti interni alla contrada, voci che sembravano confermate dal rinnovo parziale dello staff Palio. Il capitano sgonfia i retroscena: è stata una scelta condivisa e il clima è sereno.

“Ci siamo divertiti tanto dietro alle chiacchiere. Niente litigate: abbiamo convenuto insieme di affrontare alcune tematiche, anche professionali e personali, e dare una nuova spinta al nostro operato. Siamo tutti in armonia: basti dire che alle cene di staff ci sono anche i vecchi  mangini”.

Parliamo di fantini e del tanto chiacchierato rapporto con Giuseppe Zedde detto Gingillo. “Le incomprensioni sono state evidenti, non le ho nascoste. Ora abbiamo ripreso il filo di un dialogo che si era interrotto. Vedremo cosa riserverà il futuro: da parte mia, e credo anche da parte di Giuseppe, c’è tutta la volontà di riallacciare un rapporto”.

Per quanto riguarda i giovani emergenti, il Bruco, per ora, non sembra orientato in quella direzione. “Con gli esordienti ho dato – scherza Cappannoli – anche perché la scelta del soprannome ha creato qualche problema (la vicenda legata al soprannome ‘Tambani’ scelto per Mattia Chiavassa, che ha esordito con il giubbetto del Bruco nella carriera di luglio 2024, ndr)… Direi meglio un fantino che ha già corso, almeno il soprannome non lo devo scegliere. Battute a parte, al momento non ho in testa un nome che mi spinga a fare quella scelta. Siamo a febbraio e le corse in provincia ancora non le abbiamo viste, ma tendenzialmente per quest’anno lo escluderei”.



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