Palio di luglio, il pittore Ismaele Nones: "Il Drappellone come spazio di emozione collettiva"

L'opera sarà presentata dal critico e storico d'arte Davide Ferri, direttore di Arte Fiera Bologna

Di Veronica Costa | 30 Marzo 2026 alle 19:30

Si avvicina il momento in cui il pittore Ismaele Nones svelerà alla città di Siena il suo Drappellone per il Palio del prossimo 2 luglio. L’artista, nato a Trento e poco più che trentenne, ha iniziato il suo percorso nella bottega del padre. Nelle sue opere convivono richiami alla tradizione e sensibilità contemporanea, in un equilibrio tra passato e presente. Con questo bagaglio si avvicina al Palio, che vivrà a Siena per la prima volta proprio quest’anno.

Come nasce la sua passione per l’arte?
La mia passione per l’arte non ha una vera e propria data di inizio. In famiglia è sempre stata molto presente, anche grazie al lavoro di mio padre, artista di arte sacra. Fin da bambino ho avuto accesso a colori e pennelli, ho potuto sperimentare liberamente. È qualcosa che mi ha sempre accompagnato.

Come ha vissuto la chiamata per dipingere il drappellone?
In due momenti: inizialmente con grande felicità, ma senza rendermi davvero conto della portata dell’incarico. Solo arrivando a Siena, visitando le contrade e incontrando chi vive il Palio, ho capito quanto fosse un grande atto di fiducia. Ora lo sto vivendo con serenità, ma anche con la consapevolezza della sua importanza.

Come descriverebbe la sua arte in relazione al drappellone?
Mi piacerebbe che fosse un lavoro capace di rappresentare il Palio secondo la mia sensibilità, ma anche di diventare uno spazio di emozione collettiva. Vorrei che tante persone potessero riconoscersi in ciò che realizzerò. Spero di creare un’opera che piaccia e che riesca a toccare le corde di più persone possibile. Senza pensarci troppo, però: la spontaneità è fondamentale, altrimenti il lavoro rischia di perdere sincerità.

Il cavallo è spesso presente nelle sue opere
Il cavallo fa parte della mia poetica, come molti animali. E’ possibile quindi che qualcuno possa immaginarlo nel drappellone, ma ci si può aspettare di tutto.

E’ stato a Siena in questo periodo, cosa la sta colpendo della storia del Palio?
Mi ha colpito l’energia che muove il Palio nella città, non solo nei giorni della corsa, ma durante tutta la preparazione. È un lavoro collettivo impressionante: secondo me il vero Palio è proprio questo percorso condiviso.

Il Drappellone è dedicato agli ottocento anni dalla morte di San Francesco, come ha accolto questa dedica?
Sono molto contento. È una figura trasversale, non solo religiosa, ma anche profondamente umana. È un Santo vicino alle persone, e questo permette diverse chiavi di lettura, rendendo la dedica molto stimolante.

Il suo primo appuntamento a Siena sarà nella contrada di Valdimontone con il Palio dei Cittini, sarà presente?
Sto cercando di organizzarmi per esserci. Questo appuntamento mi affascina molto: vorrei esserci. Mi sto divertendo molto nel fare questo Palio.

Chi presenterà il suo drappellone?
Il critico e storico d’arte Davide Ferri, direttore di Arte Fiera Bologna. Abbiamo già incrociato i nostri percorsi e mi è sembrato il profilo ideale.

Sarà la sua prima volta a Siena per il Palio, come se la immagina?
Voglio viverla completamente, dalla presentazione alla corsa. Non ho aspettative precise: ogni senese racconta emozioni diverse, quindi preferisco lasciarmi sorprendere.



Articoli correlati