Sono 169 i cavalli iscritti alle visite per l’ammissione all’Albo del Protocollo Equino 2026, un numero in crescita rispetto ai 159 dello scorso anno, che conferma l’ampio interesse di proprietari e allenatori per il circuito di addestramento dei cavalli da Palio.
In linea di massima possiamo affermare che il numero di cavalli iscritti, per accedere all’Albo dei Cavalli da Palio, si attesta sempre sulla stessa cifra. Non tutti superano però l’esame, soprattutto quelli che sono nuovi del circuito e che devono rispondere ad un modello ormai individuato da decenni.
I controlli veterinari verranno fatti su tre giornate nell’impianto del galoppatoio di Pian delle Fornaci da venerdì 13 a domenica 15 marzo.
Al termine dei controlli, in cui i cavalli verranno misurati per stabilire i parametri morfo metrici previsti dal Protocollo, verrà annunciata la lista dei soggetti ammessi.
Altezza al garrese, proporzioni tra tronco e arti, sviluppo muscolare, struttura dello scheletro con particolare attenzione alla circonferenza dello stinco, equilibrio morfologico generale: lo scorso anno ci furono dei problemi nella valutazione di questi dati a causa di un metro non funzionante.
Il comune ha provveduto, per l’annata 2026, ad acquistare nuovi attrezzi per la misurazione: un ippometro, strumento in metallo che serve per la misurazione dell’altezza al garrese dei cavalli nelle rassegne ufficiali, e di un metro flessibile per la misurazione della circonferenza dello stinco.
Sarà anche l’occasione per conoscere il nuovo membro della commissione tecnica: Lucio Petrizzi docente dell’università di medicina veterinaria di Teramo. Accanto a lui i medici che già conosciamo: il generale Carlo Alberto Minniti, Rodolfo Gialletti docente di UniParma e Giorgio Strozzi libero professionista e presidente della SIVE Società Italiana Veterinari Equini.
Tra i cavalli che compaiono in lista, ce ne sono venti che hanno già corso in Piazza e ben cinque che hanno vinto: Anda e Bola, Benitos, Diodoro, Remorex e Zio Frac. Oltre trenta i cavalli di cinque anni che, sulla carta, potrebbero debuttare e oltre venti i quattro anni, un vivaio che è sempre bene che sia popoloso per il necessario ricambio annuale.

