Ad intervenire sulla diatriba tra Comune di Siena e Medici Veterinari, interviene anche la Fnovi FederazioneNazionale degli Ordini Veterinari Italiani.
Non è passata inosservata l’approvazione, da parte della Giunta comunale di Siena, del nuovo “Codice Deontologico del Medico Veterinario” dedicato ai professionisti impegnati nel Protocollo Equino e nelle Commissioni del Palio. Con una lettera dai toni fermi e diretti, la Federazione Nazionale degli Ordini dei medici Veterinari Italiani (FNOVI) è intervenuta per contestare quello che definisce un “grave eccesso regolatorio”.
Al centro della disputa non è in discussione il diritto del Comune di dettare regole ai propri consulenti, quanto la pretesa di legiferare in materia di deontologia, un campo che la legge riserva esclusivamente agli Ordini professionali.
Secondo la FNOVI, l’amministrazione senese avrebbe travalicato i propri confini giuridici. Il termine “Codice Deontologico” utilizzato dal Comune rischierebbe di generare una pericolosa sovrapposizione con le norme nazionali che già disciplinano la condotta dei veterinari.
“L’amministrazione non possiede la competenza giuridica per normare la condotta professionale dei medici veterinari“, si legge nella missiva inviata al Sindaco. L’accusa è chiara: il documento approvato a Siena invade ambiti riservati per legge (L. 3/2018) alla Federazione e agli Ordini provinciali.
La FNOVI, d’intesa con la Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari di Siena, Dr.ssa Barbara Rosa, ha avanzato richieste precise per sanare la situazione.
Il documento deve essere rinominato in “Codice di comportamento” o “Regolamento etico”, limitandolo esclusivamente al rapporto di incarico con l’Ente. Deve essere rimosso ogni riferimento a “deontologia” per evitare confusioni interpretative. Deve essere inserito un passaggio che ribadisca come la vigilanza disciplinare resti di esclusiva competenza dell’Ordine professionale.
In attesa di un chiarimento, la Federazione ha richiesto formalmente la sospensione immediata dell’efficacia del provvedimento.
Qualora il Comune non fosse disposto a una revisione, la richiesta è quella di una revoca totale dell’atto, da sostituire con un semplice disciplinare d’incarico o un regolamento interno.
La palla passa ora alle autorità senesi.
FNOVI si è detta pronta a un confronto costruttivo, ma la posizione resta netta: le regole professionali dei veterinari non possono essere scritte da un’amministrazione comunale, nemmeno nella città del Palio.